Trento Film Festival 2018, I FILM: appunti sparsi

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Non ero mai andato al Trento Film Festival. Quest’anno ho avuto l’occasione di viverne tre giorni e mi sono lasciato semplicemente condurre dal programma. Il risultato è stata una maratona piuttosto densa dove mi sono fatto interamente sopraffare dalla marea di immagini, quasi sempre fantastiche, e delle storie: dalle api del Nepal alle arrampicate sulle vie più dure del mondo, dalle traversate in bicicletta a quelle a bordo di un elicottero, dalla difficile vita nella taiga a quella di un transgender in un villaggio rurale della Colombia. Molte mi sono piaciute, qualcuna mi ha fatto sbadigliare, altre sorridere, altre mi hanno fatto emozionare. Certamente non mi sono annoiato e nel mentre ho ascoltato anche la presentazione di qualche nuovo libro: la corposa biografia di Manolo, che nel suo ‘Eravamo Immortali‘ ci racconta la sua intima esperienza con la montagna, più di 400 pagine sulla sua straordinaria vita, e  ‘L’alba dei senza guida‘ di Paolo Ascenzi e Alessandro Gogna con annessa discussione sull’alpinismo romantico e il futuro dello stesso. Entrambi avranno il loro spazio.

Per il lato film non è facile riassumere il tutto, per ora vi lascio con uno scarno elenco di cosa ho visto con annessi commenti, tutti ovviamente personalissimi 

Cosa ho visto:

  • Bonington Mountaineer (Brian Hall, Keith Partridge, Regno Unito, 2017). Personaggio immenso, film comunque da vedere.
  • Coconut Connection (Sean Villanueva O’Driscoll, Belgio, 2017). Allegria, gran livello e l’isola di Buffin sullo sfondo. Mix che non annoia!
  • Dirtbag: the legend of Fred Beckey (Dave O’Leske, Stati uniti, 2017). Personaggio incredibile. La domanda se “si può vivere di sola arrampicata?” trova negli ultimi anni di Fred una possibile interpretazione ma ognuno si darà la sua risposta…
  • Dryads in a snow valley (Shigeru Kobayashi, Giappone, 2016). Uno spaccato di un orizzonte lontano. Gran lentezza ma la si vive così (quanta neve!).
  • Edie (Simon Hunter, Regno Unito, 2017). Bella storia, un vero film. Lo si guarda volentieri.
  • Hansjorg Auer – No turning back (Damiano Levati, Italia, 2017). Emozioni normali dietro il grande alpinismo di oggi.
  • Holy Mountain (Reinhold Messner, Italia, 2018). La storia c’è.
  • Montain (Jennifer Peedom, Australia, 2017). Se non ci si addormenta sono 74 minuti di immagini fantastiche. Da vedere al cinema. Parte centrale da batticuore.
  • Silence (Bernardo Giménez, Repubblica Ceca, 2018). La via più dura del mondo forse meritava qualcosa di più.
  • Solo in volo (Gianluca Maspes, Italia, 2018). Una storia che parte da lontano e si mischia al presente.
  • Senorita Maria, la falda de la montana (Ruben Mendoza, Colombia, 2017). Film impegnativo e che non lascia indifferenti. Personalmente piuttosto lento. Musiche molto belle (Genziana d’oro 2018).
  • The frozen road (Ben Page, Regno Unito, 2017). Belle immagini, bella storia!

Cosa mi è piaciuto di più:

  • Above the sea (Josh Lowell, Stati uniti, 2017). Di solito le arrampicate annoiano. Sharma sul mare no.
  • Braguino (Clément Cogitore, Francia, 2017). Tensione infinita per una storia strana. Molto bello ma non per tutti. (Genziana d’argento al miglior contributo tecnico-artistico).
  • Imagination (David Mossop, Canada, 2017). 4 minuti di pura gioa. (Genziana d’argento al miglior cortometraggio).
  • …More Beatiful than heaven (Natalia Makhanko, Russia, 2018). I russi sono una garanzia in montagna, qui ci sono anche le emozioni.
  • Psyco vertical (Jen Randall, Regno Unito, 2017). Andy Kirkpatrick sembra più un disadattato ma il misto tra vertiginose artificiali solitarie e la storia personale funziona.
  • The Dawn Wall (Peter Mortimer, Josh Lowell, Stati Uniti/Austria, 2017). Uno dei più bei film di montagna/alpinismo/arrampicata degli ultimi anni. Impresa straordinaria raccontata come merita (Genziana d’oro al miglior film di alpinismo, popolazioni e vita di montagna).
  • The last honey hunter (Ben Knight, Stati Uniti, 2017). Storia particolare e immagini altamente spettacolari (Genziana d’oro al miglior film di esplorazione o avventura).

Avrei voluto vedere anche:

14+1, Agora, Beyond the wall, Break on through, De l’autre cote des montagnes, Entroterra. Memorie e desideri delle montagne minori, Envol versl le 8000, Finale ’68. Di pietre e pioneri, di macchia e altipiani, Itaca nel sole: cercando Gian Piero Motti, Jim bridweell: the american living legend, Köhlernächte (Premio della Giuria), Johanna, La montagna di Ilio, Lorello e Brunello (Menzione Speciale), Montanistas, Nowhere/Now here, Notes from the wall, Resistance, Tot là-haut.

L’elenco completo dei film della 66° edizione.

 

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