Ci vediamo a Scanalando – Condizioni neve e ghiaccio Appennino Tosco Emiliano

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scanalando 2019

 
Ed eccoci alla settimana di Scanalando, appuntamento ormai fisso per gli appassionati dell’Appennino invernale con piccozze e ramponi giunto alla terza edizione. E (per ora) non c’è Scanalando senza ‘brutto tempo’ e questa fastidiosissima regola sembra confermarsi anche quest’anno. E così dopo una splendida settimana con cieli azzurri dove l’Appennino, finalmente bianco, si è mostrato in tutta la sua bellezza con cime innevate ben visibili già dalla pianura, il cambio del tempo arriverà giusto nel weekend. Ma l’Appennino è questo, e ci piace anche così!

Evento Facebook – Scanalando 2019 (tutte le info)

Prima di qualche considerazione su quello che sarà, il classico passo indietro. Nel report della settimana scorsa ci eravamo lasciati con tante (picco)speranze su quello che sarebbe potuto essere (Piove sul bagnato (gran condizioni in arrivo?) ed è giusto tracciare un primo piccolo bilancio. Innanzitutto bisogna dirlo subito, le super condizioni non ci sono state (anche se qualcosa di buono/ottimo c’è!!). Ma cos’è successo?

(solo per super appassionati…) 


Il punto di partenza era un Appennino piuttosto anonimo ma con una copertura nevosa presente a tutte le quote dopo la serie di piccole nevicate che ci hanno accompagnato dall’inizio dell’anno ma con condizioni per le picche assenti e accumuli piuttosto limitati soprattutto sui pendii esposti e le pareti più ripide. Locali eccezioni solo nelle zone di accumulo.

Venerdì 1 ha iniziato a piovere a tutte le quote con particolare insistenza a ridosso del crinale e accumuli che in poche ore hanno superato i 200 mm. Nella notte le temperature si sono mantenute alte e la pioggia ha continuato a cadere creando grandi ruscellamenti, compattando e imbevendo la neve presente e (complici le alte temperature, oltre i 7/4 gradi a 1000/1500 m) a scioglierla quasi interamente sotto i 1300 metri. Curioso invece notare come nella fascia collinare e di alta pianura dove l’aria calda non ha sfondato il cuscino freddo le temperature si sono mantenute intorno allo zero (qualche episodio di gelicidio) e la neve è sopravvissuta nonostante le precipitazioni, qui moderate.

Info www.reggioemiliameteo.it – Cerreto Laghi 1347 m

Nel corso della prima mattinata di sabato i fenomeni si sono prima attenuati poi sono cessati totalmente, parallelamente è entrata aria più fredda in quota. Si è passati quindi da pioggia abbondante a tutte le quote ad assenza di precipitazioni, o al massimo con una breve fase di mista a cessazione dei fenomeni in alto. E’ seguita una pausa delle precipitazioni, con qualche rasserenamento, e una graduale (lieve) diminuzione delle temperature. Dal pomeriggio la nuvolosità è tornata compatta e i fenomeni sono ripresi nel primo pomeriggio con neve oltre i 1000 metri circa. Neve molto bagnata e coreografica (grandi fiocconi) in basso ma via via più asciutta con la quota e accumuli crescenti (30 cm max). Le precipitazioni sono cessate in serata con nuovi ampi rasserenamenti e cielo sereno fino alla mattina di domenica (nebbia in basso).

A partire dal primo pomeriggio la nuvolosità è tornata compatta sulle cime ed è iniziata una nuova fase perturbata che ha portato neve sempre oltre i 1000 m con accumuli decisamente minori e neve intermittente che si è protratta fino a lunedì. Dalla sera e successiva notte (martedì) il cielo è tornato sereno ovunque.

Ripido?

Ripido?

Bilancio complessivo: un fondo ottimo di neve imbevuta (di quella che ghiaccia alla prima notte serena) ricoperto però da neve fresca, pesante e bagnata in basso (1000/1500 m) ma salendo con la quota via via più polverosa.

Bilancio per le picche: è mancata la fondamentale fase di misto/paciugo necessaria per ottenere super condizioni sul ripido/rocce. Lo strato di neve ‘fresca’ sopra quella di neve bagnata ha ‘nascosto’ le buone condizioni almeno in una prima fase. La grande quantità di acqua e le temperature inizialmente alte hanno favorito, localmente, la formazione di ‘ghiaccio da fusione’ sulle linee dove di solito si forma e/o sotto la neve che ricopriva le rocce più appoggiate.

La settimana poi, a partire da martedì, ha regalato tempo ottimo e splendide giornate. Le temperature hanno subito inizialmente un deciso calo (martedì) per poi mantenersi in linea con le medie del periodo con marcate oscillazioni tra giorno e notte.

Condizioni: inizialmente le condizioni non erano un granché (salvo localmente su terreni ripidi) per le picche. Al contrario la neve fresca su fondo duro e omogeneo era ottima per sciare soprattutto in alto. Ma le carte si rimescolano facilmente e martedì/mercoledì sono state sì bellissime giornate ma accompagnate da vento forte/molto forte sul crinale che ha fatto pulizia della fresca sui pendii più esposti facendo emergere il fondo duro e ghiacciato e creando una situazione abbastanza caotica e condizioni piuttosto variabili.

Notare lo scaccianeve nelle immagini sotto della webcam e la progressiva sparizione della neve farinosa attaccata alle rocce baciate dal sole della Nuda (in alto a sinistra, versante Ovest) e in maniera molto minore delle rocce della parete dello Scalocchio (a destra nelle immagini, sempre all’ombra, versante Nord).

Le belle giornate assolate e il nuovo aumento delle temperature soprattutto in quota giovedì hanno poi fatto pulizia della neve coreografica presente sulle rocce, e hanno contribuito a stabilizzare e migliorare (!) la situazione sui pendii e canali classici.

Risultato: finalmente in Appennino la copertura nevosa è completa. Le condizioni dei pendii sono generalmente buone ovunque con fondo portante ma sono molto variabili a seconda di quota ed esposizione e si alternano facilmente tratti sfondosi con neve riportata a tratti duri.

Come leggere quindi questi fenomeni (pioggia/mista a 2000 metri in pieno inverno) che sono la particolarità del nostro Appennino?

Sono episodi sempre al limite, necessari per le ottime condizioni per spiccozzare ma non facilmente inquadrabili e la linea tra il nulla e il tutto è sempre piuttosto sottile. La tabella che segue prova a delineare le possibili condizioni partendo da un’assenza di condizioni, copertura nevosa omogenea sui pendii (le condizioni della scorsa settimana).

canali classi (45/60°)ripido (60/75°)vie molto ripide/effimere (80/90°)
neve a tutte le quoteno buonono buonono buono
neve bagnata a 1300/1500 m – neve farinosa in altobuonosufficientino buono
pioggia a tutte le quoteottimobuonono buono
piove a 1300/1500 m – neve bagnata in altoottimoottimoottimo

Gli aspetti non presenti in tabella ma da considerare per una valutazione generale sono le condizioni iniziali, la quantità delle precipitazioni, il dopo (bel tempo e notti serene fondamentali), e non meno importate il mese dell’inverno (dicembre non è marzo!). In futuro magari qualche nuova tabella meglio studiata.

Se avete letto tutto il lungo paragrafo precedente (complimenti!) e perdonate qualche meteo-imprecisione.


IL WEEKEND CHE VERRÀ 

La linea della Gula alla Nuda (foto Daniele Reverberi)

La linea della Gula alla Nuda (foto Daniele Reverberi)

Weekend a due facce. Sabato ancora tempo buono soprattutto al mattino, in peggioramento dal pomeriggio con qualche prima precipitazione dalla sera. Domenica giornata ‘appenninica’ con precipitazioni a ridosso del crinale, con neve a quote decisamente elevate (in abbassamento dalla sera).

Temperature in lieve rialzo.

(situazione in divenire, consultare gli aggiornamenti).

Guardando al futuro… domenica sembra essere un’altra giornata di ‘paciugo’ (primi giorni della prossima settimana da possibile bollino nero per le picche!).

BOLLETTINI METEO

 

 

 

 

SALITE CONSIGLIATE 

Finalmente la materia c’è!

PICCHE E RAMPONI 60/70% di condizioni buone, ma attenzione questo non significa che i ramponi si mettono e tolgono alla macchina (anzi)!!!!! Tutti i canali classici (40/50°) sono in buone condizioni (è possibile che la parte bassa dei pendii opponga un discreto ravanamento). Le vie più ripide (60/75°) sono percorribili e le condizioni sufficienti/discrete ma variabili. Le vie più impegnative (80/90°) che salgono su neve/roccia verticale hanno condizioni complessivamente insufficienti (localmente qualche colata di ghiaccio sottile potrebbe essere presente, da verificare!).

Dove? Un po’ ovunque ma è il weekend di Scanalando quindi ci vediamo al Lago Santo (modenese). Per chi invece non sarà dei nostri tutta la parete Nord dello Scalocchio è spesso garanzia di ottime condizioni e resta sempre all’ombra (Misto Inferno, Biglietto per l’Inferno, Paretina dello Scalocchio). Dal parmense segnalano condizioni ottime sui canaletti zona lago Santo (parmense, Canalino del Marmagna). Nel reggiano la NE dell’Alpe potrebbe essere buona (Anni ’70), più consigliabile un Canale del Masso (dopo il quale si può poi anche traversare e proseguire sulla NE con combinazione notevole).

Complessivamente meglio i versanti Ovest e sfruttare le prime ore sui pendii che prendono il sole.

In ultimo le creste, tutte consigliate, non troppo scenografiche, ma ben camminabili.

CASCATE DI GHIACCIO stagione in pausa.

SCI La copertura c’è, la situazione della neve in quota è molto variabile. Scegliere il pendio giusto!

CIASPOLE Utili nei valloni ma non indispensabili.

Spunti:

 

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Nel gruppo facebook Appenninisti: ghiacciatori dell’Appennino Tosco-Emiliano ultime info e aggiornamenti.

Nel canale Nord del Monte Alto, sullo sfondo l'Alpe di Succiso

Nel canale Nord del Monte Alto, sullo sfondo l’Alpe di Succiso

CRONISTORIA INVERNO 2018-2019

22 dicembre 2018: Ghiaccioappennino, si parte o no??!!

4 gennaio 2019: Anno nuovo… ‘solita’ noia!

11 gennaio 2019: Ghiaccio sotto il sole

18 gennaio 2019: Neve, ghiaccio, fresca… inverno al bivio!

25 gennaio 2019: Bianc(hino) Appennino

1 febbraio 2019: Piove sul bagnato (gran condizioni in arrivo?)

L'imbocco del Canale dei 2 Gendarmi al Vallone dell'Inferno (foto Daniele Reverberi, 4/2/19)

L’imbocco del Canale dei 2 Gendarmi al Vallone dell’Inferno (foto Daniele Reverberi, 4/2/19)

Buon Appennino!

 
Appennino

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