Ciao Franz, alpinista dei report

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Un paio di bottiglie di lambrusco. Una tavolata in attesa della prima portata. Un gruppo rumoroso di appassionati di montagna, in montagna, che parlano di montagna. L’aria è allegra e i discorsi non si interrompono quando nella stanza entra qualcuno. Con la coda dell’occhio li vedo sedersi in fondo al nostro tavolone. Altri Appenninisti, bene!, quest’anno siamo in tanti. Bevo un altro sorso ascoltando discorsi su storiche nevicate nelle terre emiliane, proposte per l’indomani e speranze di qualche fiocco per la settimana seguente quando qualcuno mi tira una gomitata: ‘oh ma quello è Franz Noda…‘. Mi giro: ‘Si, è lui!!‘.

Come potrei non riconoscerlo! Rovistanto sul web alla ricerca di qualche salita è praticamente impossibile non imbattersi nei suoi report. Una quantità di foto quasi eccessiva, quasi maniacale, quasi… unica. Siamo amici su facebook, lo seguo con quell’infantile curiosità un poco morbosa aspettando quale coniglio tirerà fuori per la sua prossima salita. Non ci conosciamo, non ci siamo mai parlati. Ogni tanto ci scambiamo qualche mi piace digitale ma in fondo, attraverso le sue salite, mi pare un poco di conoscerlo: quel che basta per rispettarlo e forse un poco invidiarlo.

Non ricordo se quel mattino sulle sponde del Lago Santo ci siamo salutati, anzi credo che non ci siamo neppure presentati. Ricordo però di averlo visto sgattaiolare al primo chiarore verso le cime dell’Appennino. Immagino di aver sorriso al pensiero di vederlo finalmente spiccozzare su per i canali del nostro Appennino. Certamente ero dispiaciuto quando ho saputo che fosse tornato indietro perchè il canale gli sembrava troppo carico e il pendio insicuro. Mi ero stupito… uno che ha salito tutti i 4000, vie in tutti gli angoli delle Alpi, era tornato indietro dal canale sinistro del Giovo.

Scelte come quelle le facciamo tutte le domeniche, appesi a una corda, sulle punte dei ramponi o in bilico sugli sci. Scelte diverse ma sempre con lo sguardo fisso all’insù, verso quelle montagne dalle forme magnetiche di cui non vogliamo fare a meno. Scelte piccole ma che ci segnano come persone, liberi alpinisti che rincorrono grandi montagne. Scelte che ogni tanto decidono il nostro destino.

Ciao Franz, Alpinista dei report.

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