Scalare sui Sibillini fra Diavolo Pilato e Redentore: Direttissima al Colletto e Spigolo Bafile

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Lo Spigolo Nord est del Pizzo del Diavolo è una delle salite classiche più famose e affascinanti dei Monti Sibillini. Prende in prestito il nome da Andrea Bafile, ingegnere e forte alpinista abruzzese che fu tra l’altro inventore del dissipatore applicato all’arrampicata. I passaggi esposti sul filo dello spigolo, le viste a picco sul Lago di Pilato, lo sfondo verde dei grandi prati lisci che sostengono il Vettore, fanno dello Spigolo Bafile un’autentica perla.

La Direttissima al Colletto, via di camini più breve e leggermente più sostenuta, permette di cominciare ad arrampicare fin dalla base della parete: un ottimo concatenamento! L’ascensione è lunga, in ambiente isolato e non va sottovalutata: alla fine della via non si è in cima, e dalla cima c’è un raccordo di crinale abbastanza lungo per tornare al bivacco. Considerare che sui Monti Sibillini il vento può soffiare molto forte, e il meteo è soggetto a cambiamenti piuttosto repentini.

Prima salita (Direttissima al Colletto): D. d’Armi, A. Maurizi, 12 settembre 1934

Prima salita (Via Bafile): A. Bafile, D. d’Armi, A. Maurizi, 15 agosto 1947

PIZZO DEL DIAVOLO (2410 m) – DIRETTISSIMA AL COLLETTO E SPIGOLO BAFILE

Pizzo del Diavolo e Laghi di Pilato

Pizzo del Diavolo e Laghi di Pilato

INFO TECNICHE  
Data Uscita19-20 Agosto 2016CompagniAlberto Piazza, Carlo Poggesi, Luca Castellani
ItinerarioSalita al Pizzo del Diavolo per la via Diretta al Colletto e lo Spigolo BafileZona MontuosaMonti Sibillini
Tempo e distanza 12 h (2h avvicinamento al bivacco, 1 h per l'attacco, 6h le vie e la salita alla vetta), 3 h la cresta del Redentore e il rientro all'autoDislivello1200 m circa (700 salita al Bivacco Zilioli, 250 di discesa fino all'attacco, 100 la Direttissima, 100 raccordo, 300 la Bafile, almeno altri 250 fra saliscendi su cresta)
Località di PartenzaForca di Presta (PG/AP)Quota partenza e arrivo1550 m - 2448 m
Difficoltà globaleD-Difficoltà tecnicaDue o tre passaggi di V/V-, spesso III e IV.
ChiodaturaDa considerare alpinistica. Soste attrezzate a chiodi, qualche raro spit sullo spigolo Bafile.MaterialeDue corde da 60 m, 10 rinvii, scelta minima di friend e cordini per integrare
Tipologia arrampicataCamini la Diretta al Colletto, Diedri e fessure lo spigolo BafileRocciaCalcare spesso da controllare, ma buono nei passi difficili. Pessimo nell'ultimo tratto di cresta sotto la vetta
SegnaviaSentiero CAI 101 e 550Libro di vettaNo
Punti d’appoggioRifugio Alpini a Forca di Presta, Bivacco Zilioli (chiavi ritirabili su prenotazione al Cai di Ascoli), grotta/bivacco all'attacco della viaAcquaFonte 100 metri sotto il bivacco Zilioli, fontane a Castelluccio di Norcia
Cartografia utilizzata-Bibliografia utilizzataMaurizio Calibani, Alberico Alesi: Guida dei Monti Sibillini, CAI
Giudizio100100100100ConsigliataSi, salita esposta e in ambiente maestoso, vale il lungo avvicinamento e rientro

INDICAZIONI STRADALI

Il valico di Forca di Presta (1550) collega Ascoli Piceno a Norcia; si può raggiungere dunque sia dall’Adriatica sia dalla Salaria. Ampie possibilità di parcheggio anche davanti al vicino rifugio degli Alpini.

AVVICINAMENTO

Da Forca di Presta imboccare l’amplissimo sentiero 110 per il monte Vettore, che in 2 ore circa conduce al Bivacco Zilioli (2250). Qui scendere per deboli tracce sui prati nell’ampia conca compresa fra Pizzo del Diavolo a sinistra e monte Vettore a destra. Circa sul fondo della conca (ancora non si vede il Lago di Pilato) inizia un sentiero ben battuto, che aggira una placconata traversando decisamente a destra. Non imboccare la traccia sul fondo del canale, che scende direttamente la pericolosa placconata con l’ausilio di cordini di dubbia tenuta! Seguendo il sentiero si raggiunge l’estremità nord del Lago di Pilato (che in estate si sdoppia), dove un’ampia traccia a sinistra conduce alla base del Gran Gendarme. Si incontra prima la via del Camino Meridionale (III+), poi una grotta bivacco con cavo di ferro e telone; l’attacco si trova poco oltre, in un ampio camino sbarrato da un masso.

Si può anche raggiungere l’attacco da Foce di Montemonaco (945 m) in circa 3 ore, risalendo tutta la valle dell’Aso (rientro più lungo).

 

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Un ultracaricato Alberto sul sentiero per il Vettore

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Bivacco Zilioli all’alba con luna piena

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L’aerea cresta dopo Cima del Redentore, da percorrere durante il rientro al Bivacco Zilioli

RELAZIONE

Direttissima al Colletto

1° tiro: Salire sulla destra del camino (III+, chiodo), doppiare dunque lo spigolo a destra e proseguire per placche e diedrini (III, chiodo). Imboccare una rampa/canale che punta sempre a destra (II) fino all’ampia cengia con sosta su due chiodi. 30 m

2° tiro: Salire per il camino superando sulla destra il grande masso che lo sbarra (IV+, chiodo); ancora lungo il camino, prima facile poi più delicato (IV-) fino a uno strapiombetto che si evita traversando in esposizione a sinistra (chiodo). Per facile rampa erbosa (chiodo evitabile) si raggiunge la sosta su 3 chiodi. 25 m

3° tiro: Imboccare nuovamente il camino (III), passando sotto – oppure aggirando a destra – un grande masso incastrato. Di nuovo in spaccata (III, due chiodi vicini), poi spostarsi sulla parete a destra, affrontando una placchetta compatta (IV, ignorare i due chiodi in alto a destra, sono di una variante di V- che segue il camino) fino al terrazzo con la sosta. 20 m scarsi

4° tiro: traversare pochi metri a destra della sosta, dunque imboccare una bella placca esposta e ben appigliata (IV- chiodo); spostarsi di nuovo a sinistra nel camino ora più facile finché questo lascia spazio a un canale erboso (possibilità di sosta, 15 m circa, probabilmente conviene slegarsi qui). Proseguire altri 40 m scarsi nel canale (passi di II) fino a un’ampia cengia dove si può sfruttare la sosta a spit di una via sportiva. 55 m

A questo punto conviene slegarsi e seguire l’ampia cengia erbosa che costeggia a destra le pareti, salendo appena possibile sullo spalto erboso superiore. Ci si lascia a sinistra la vetta del Gran Gendarme, puntando a un evidente intaglio da cui parte lo spigolo NE del Pizzo del Diavolo. Questo si raggiunge per una rampa canale di 40 m (passi di II). Sosta con 2 chiodi all’attacco.

Spigolo Bafile

1° tiro: Salire per facili rampe a destra dello spigolo (II), sul quale è visibile un chiodo (variante), fino a raggiungere una sorta di grottino dal fondo erboso. Lo si lascia a destra, affrontando un diedrino (III+, spit) che conduce all’ottima sosta, su un terrazzo con vista sul Lago di Pilato. 40 m

2° tiro: Prendere la bella fessura ascendente a destra (III+, chiodo); uscirne poco dopo verticalmente (IV), riguadagnando lo spigolo, che si segue ora mantenendosene pressoché sul filo (passaggi esposti, max III+, un chiodo). Sosta comoda alla base di un’evidente fessura.

3° tiro: Affrontare con decisione la breve fessura verticale (V-, spit). Sul terrazzo sovrastante può convenire sostare su uno spit per evitare incastri di corde; in alternativa proseguire facilmente in traverso a destra, doppiando lo spigolo per poi scendere su placca abbattuta in direzione di un’esposta bocchetta (2 chiodi con cordoni, passo di III- verso la fine). Sosta con due chiodi sulla cengetta erbosa alla base dell’ultimo torrione. 25 m, spezzabile.

4° tiro: Verticalmente sopra la sosta oppure appena a sinistra, seguendo una serie di diedri e camini (IV-, 2 chiodi, roccia non sempre buona). Mantenersi sempre a sinistra rispetto al filo dello spigolo, che si riprende solo quando comincia ad abbattersi (un chiodo verde); proseguire ancora su terreno facile fino alla sosta su due chiodi. 50 m

Conviene ora slegarsi oppure proseguire in conserva, cercando la via più facile – o meglio più solida! – sullo spigolo, che ora si presenta come un largo crestone. Dopo circa 100 metri di dislivello (passi di II, roccia pessima) si raggiunge la vetta del Pizzo del Diavolo (2410).

DISCESA

Proseguire sul sentiero di cresta, a tratti esposto, fino alla vicina Cima del Redentore (2445). Qui ci si ricongiunge con il sentiero che percorre la spartiacque principale dei Sibillini, che si imbocca a sinistra. Con vari saliscendi e viste bellissime su entrambi i versanti, si scavalca anche la Cima del Lago (2423) da cui un’ultima discesa conduce al Bivacco Zilioli (1h e mezza dalla vetta del Pizzo del Diavolo). Da qui in un’altra ora e mezza a Forca di Presta.

OSSERVAZIONI

L’ambiente selvaggio e spettacolare nel quale si svolge l’ascensione fa dimenticare la roccia non sempre buona, specialmente nel primo tiro della Direttissima e nell’ultimo dello Spigolo Bafile, per non parlare del crestone finale sotto la vetta. Considerando anche che le ore totali di camminata sopravanzano quelle di scalata, la salita al Pizzo del Diavolo non è certo da raccomandare ad arrampicatori sportivi incalliti o abituati alle vie comode; ma gli amanti della montagna in generale, e dell’Appennino in particolare, vi proveranno senz’altro emozioni speciali!

 

Secondo tiro: passaggio chiave

La placca iniziale del quarto tiro

Spigolo Bafile, l’attacco

Alberto sul secondo tiro dello Spigolo Bafile

 

 

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La nostra guida umbra sull’ultimo tiro dello Spigolo Bafile, con dietro i Laghi di Pilato

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Salita9
Ambiente9.5
Arrampicata8.5
Roccia7
Avvicinamento8.5
8.5

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Salita Consigliata