Spigolo della Rossa, la più bella via classica dell’Ossola

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Punta della Rossa, Spigolo sud est

Il suo profilo rosso si staglia nel cielo, inconfondibile, sopra il verde dell’Alpe Devero con tutti i suoi greggi di mucche e milanesi in fuga: è la Punta della Rossa, e il suo spigolo sud est regala agli alpinisti una salita entusiasmante su difficoltà classiche, in un ambiente maestoso. Le vette delle Alpi Lepontine sbucano attorno tiro dopo tiro, ma soltanto in vetta si rivela, all’improvviso, lo spettacolo di roccia e ghiaccio dei giganti bernesi, dominati dal Finsteraarhorn.

L’arrampicata non è mai sostenuta, ma numerosi sono i passaggi esposti, spesso totalmente da proteggere; soste attrezzate a spit e anello di calata, chiodatura ridotta all’osso lungo i tiri: si tratta di una via raccomandabile a chi si muove con sicurezza sul terzo grado. La discesa dalla via normale è tutt’altro che banale, e in certe condizioni (scarsa visibilità, neve, vetrato…) potrebbe risultare più sicuro calarsi in doppia dallo spigolo. Nel dubbio, un paio di ramponcini nello zaino potrebbero fare la differenza!

Prima salita: S. Borsetti, G. Maltempi, E. Vincenzi, 3 agosto 1947.

PUNTA DELLA ROSSA (2887 m) – SPIGOLO SUD-EST

Punta della Rossa, Spigolo sud est

Punta della Rossa: lo spigolo è visibile frontalmente sul lato destro

INFO TECNICHE   
Data Uscita17 luglio 2016CompagniPietro Gaibazzi, Luca Castellani
ItinerarioSalita alla Punta della Rossa(2887 m) per lo Spigolo sud est Zona MontuosaAlpi Lepontine
Tempo 9/10 h (4/5 h la via)Dislivello+1300 m (250 m la via - 10 tiri)
Località di PartenzaAlpe Devero (1604 m)Quota partenza e arrivo1640 m - 2887 m
Difficoltà globaleD- Difficoltà tecnicaUn passo di V-, spesso III e IV
ChiodaturaSoste a spit e anelli di calata; chiodatura essenziale sui tiriMaterialeDue mezze corde, scelta base di friend e nut, qualche chiodo per emergenza
Tipologia arrampicata Varia: placche, fessure, spigoliRocciaSerpentino ottimo
SegnaviaSentiero CAI H15, tracceLibro di vettaSi
Punti d’appoggioRifugi Cai Sesto Calende e Castiglioni, alberghi e campeggio all'Alpe DeveroAcquaFontane alla partenza
Cartografia utilizzataMappa Meridiani MontagneBibliografia utilizzataRelazione Scuola di Alpinismo Guido della Torre
Giudizio100100100100100Consigliata Assolutamente sì! Bellissima linea e bellissima montagna

INDICAZIONI STRADALI

Da Milano percorrere tutta l’autostrada dei Laghi fino a Gravellona Toce; superare Domodossola e seguire le indicazioni per valle Antigorio e Formazza; a Baceno svoltare a sinistra per l’Alpe Devero, che si raggiunge con una strada piuttosto tortuosa ma in buono stato. Il luogo è decisamente affollato, e arrivando negli orari di punta si rischia di parcheggiare piuttosto lontano dal paese.

AVVICINAMENTO

Attraversare il bel borgo di Alpe Devero e la sua piana, seguendo il sentiero per il Colle della Rossa; si passa a pochi metri dal Rifugio Castiglioni. Il sentiero sale nel bosco di fianco al fiume fino ai Piani della Rossa, ai piedi della nostra montagna. Qui, in prossimità di un grande masso isolato, si abbandona il sentiero per seguire una traccia a sinistra (ometti), che porta a risalire una grande pietraia fino alla base della parete sud. Ignorare una prima cengia a destra, su cui piombano due cascate, e imboccare una rampa erbosa che sale a destra e conduce facilmente in cresta. Sempre seguendo gli ometti, si raggiunge abbastanza agevolmente un ampio terrazzo dove lo spigolo si impenna e attacca la via (scritta su masso e spit).

Punta della Rossa, Spigolo sud est

Punta della Rossa - Spigolo sud est

Pietraia avvicinamento; sullo sfondo la piana del Devero

Punta della Rossa, Spigolo sud est

I giganti dell’Oberland Bernese visti dalla vetta

RELAZIONE

1° tiro: a sinistra per roccette facili fino a una fessura verticale (IV); la si supera proseguendo verso destra su una rampa (III) fino a uno spit, dove si riprende il filo dello spigolo con bei passaggi di placca (IV, un chiodo). Sosta comoda su spit (45 m).

2° tiro: dritto sopra la sosta sull’estetico spigolo ben ammanigliato (III), poi piegare a sinistra cercando la via migliore su placche facili ma difficilmente proteggibili, puntando a un canale/camino. Risalirlo (III, uno spit quasi alla fine) sbucando su un ampio terrazzo. Sosta su spit (attrezzata per la calata) o spuntone (40 m).

3° tiro: attraversare la pietraia in direzione di un altro canale strozzato sulla sinistra dello spigolo. Superare alcuni enormi blocchi (III) fino sotto a una fessura strapiombante; piegare a destra e superare in leggero obliquo a sinistra uno strapiombino ben appigliato (IV+), guadagnando il comodo terrazzo con la sosta (40 m).

4° tiro: dalla sosta a sinistra per placca (III); si supera una targhetta commemorativa con sosta evitabile, dunque sempre per placche e diedrini superficiali (III/III+: scegliere la via più facile!) si continua a salire diagonalmente sempre a sinistra, fino a sostare su spit alla base di uno stretto camino (40 m).

5° tiro: salire a destra della sosta con passaggio iniziale atletico (V-), che consente di montare su una più facile placconata (II); raggiunto uno spit si traversa decisamente a destra (II/II+) puntando ad una strozzatura superata la quale si trova la sosta sul filo dello spigolo (35 m).

6° tiro: superare una strozzatura a sinistra della sosta, per poi attaccare un meraviglioso diedro che sale leggermente a destra (IV sostenuto, 3 chiodi e uno spit); poco dopo la fine del diedro (chiodo) si piega a sinistra sostando su una grande lama staccata (25 m).

7° tiro: è la lunghezza più esposta e caratteristica della via, il “passaggio del caimano“. Dalla sosta si prosegue a cavalcioni sulla lama via via più stretta, fino al suo culmine. Qui si spacca sulla parete adiacente (IV-, esposto), proseguendo molto delicatamente a destra lungo una cengia poco accentuata (chiodi non pervenuti). All’incirca sulla verticale della sosta, si supera una placchetta verticale con buone prese (IV, due chiodi) fino alla sosta su terrazzo inclinato (40 m).

8° tiro: cercare la via più facile lungo le placche appoggiate sovrastanti, salendo diagonalmente a sinistra (II). Attenzione ad alcuni sassi in bilico. Dopo una strozzatura si esce su una cengia erbosa, sotto l’ultima impennata della parete. Delle due soste presenti usare quella a destra, appena sotto un’evidente fessura (40 m).

9° tiro: risalire la fessura a destra della sosta con elegante dulfer (IV), dunque spostarsi un poco a destra e vincere un breve risalto verticale (IV, buone prese). Sosta in fondo a un camino (20 m).

10° tiro: affrontare il camino, o nel caso sia umido lo spigolo alla sua sinistra (III+); dopo una strozzatura si incontra un chiodo; ultima bella fessura verticale (IV+) e uscita sul terrazzo di sosta (25 m

Se si vuole scendere in doppia occorre farlo a partire da qui; la vetta si raggiunge facilmente in circa 10 minuti, cercando la via migliore fra placche e grandi blocchi.

DISCESA

Si segue l’ampia cresta sommitale in direzione nord/ovest (vari ometti); poi si comincia a scendere diagonalmente, direzione ovest, verso un profondo canale, superando alcune placchette (max II, attenzione col bagnato!). Gli ometti conducono a un terrazzino affacciato sul grande canale dove la neve rimane a lungo. Un passaggio in discesa un po’ delicato su strozzatura (III-) conduce a una sosta di calata (spit e cordini); consigliabile una breve doppia (25 m) per raggiungere una seconda sosta; altra calata (20 m scarsi) e si è sul fondo del canale. L’alternativa alle doppie è disarrampicare lungo la via normale, con passaggi forse di III grado.

Si seguono nuovamente ometti e ora anche bolli rossi, scendendo su terreno un po’ sconnesso all’interno del canale che ormai si presenta come una vallatina. A un certo punto noi abbiamo perso la traccia segnata, seguendo probabilmente un percorso di camosci appena a destra del torrentello; l’ultima parte si è rivelata piuttosto scabrosa e su roccia instabile! La normale probabilmente continuava a traversare a destra, oppure sui nevai ancora presenti a sinistra.

Raggiunti i prati dei Piani Alti della Rossa (1 ora e mezzo dalla vetta), ci si ricongiunge con l’evidente sentiero (non segnato) che risale verso il ghiacciaio; lo si imbocca a sinistra, attraversando un altopiano meraviglioso fino a ritrovare il sentiero CAI presso i Piani Bassi. In un’oretta si rientra all’Alpe Devero.

OSSERVAZIONI

Ascensione completa su una montagna severa e molto panoramica. All’attacco eravamo assieme ad altre due cordate, tutte formate da ragazzi e ragazze giovani (!!!), che ci hanno gentilmente fatto passare; il privilegio di poter cercare la linea – senza che da dietro ci tallonassero – ci ha fatto apprezzare in modo particolare questa salita, forse la più bella che abbia affrontato finora. L’arrampicata risulta spesso interrotta da tratti abbattuti, ma la sensazione di esposizione ti accompagna lungo tutto lo sviluppo; e d’altronde stiamo parlando di una via di media difficoltà. Sul libro di vetta abbiamo notato pochissime firme (nemmeno una decina dall’inizio del 2016!), segno che la Punta della Rossa, iperfotografata dalle centinaia di gitanti che affollano ogni weekend l’Alpe Devero, viene salita piuttosto di rado, o comunque da alpinisti piuttosto riservati!

 

Punta della Rossa - Spigolo sud est

Quasi all’attacco: sullo sfondo il monte Cervandone

Punta della Rossa, Spigolo sud est

Terzo tiro

Punta della Rossa, Spigolo sud est

Uscita sesto tiro

Punta della Rossa - Spigolo sud est

Settimo tiro, il passaggio del caimano

 

Punta della Rossa, Spigolo sud est

Nono tiro

 

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Salita10
Ambiente10
Arrampicata9
Roccia9.5
Avvicinamento8.5
9.4
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2 comments

  1. Simone 22 luglio, 2017 at 22:36 Rispondi

    Ci siamo incontrati all’attacco quel giorno! Io ero nella cordata donne 😉
    Davvero un bel sito, l’ho trovato per caso cercando la relazione della Ottoz al Tacul.

    Buone scalate!

    Simone

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