La Vela con variante delle placche: nuova via alla NE del Casarola

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Casarola

Il monte Casarola fa parte del gruppo dell’Alpe di Succiso (Appennino Tosco-Emiliano): è unito alla vetta più alta da una cresta quasi pianeggiante, ben visibile dal Passo del Cerreto; ma guardandolo dalla valle del Secchia si presenta come una montagna a sé stante. E’ su questo versante che si affaccia la parete Nord-Est, una delle più isolate e interessanti della zona, con molte possibilità di salite invernali: la più classica è il Canale NE (ribattezzato Canale degli Alberi nella guida Appennino di neve e di ghiaccio vol. 1), molto frequentato dagli alpinisti reggiani già dagli anni ’60 e ’70 e via più lunga di questo versante. Piuttosto interessanti e in ambiente particolarmente suggestivo sono anche tutti gli scivoli del circolo superiore che salgono su pendenze mai eccessive (40/45°, spesso scesi in sci) puntando più direttamente alle vetta; fa eccezione il Canale Cieco, che dopo un primo tratto di canale nevoso tra le rocce raggiunge l’antecima con passi di misto più impegnativi.

La Vela è la costola che separa il circolo superiore del Casarola dal Canale NE, costituita da uno sperone principalmente roccioso che precipita a destra con ripide placche, spesso ghiacciate. La via da noi seguita supera la prima placconata, quindi prosegue sull’aerea cresta al centro del versante, con qualche passo di misto su roccia generalmente solida.  Le difficoltà si concentrano nel superamento della placca ghiacciata e in qualche passo lungo la cresta, dove possono variare molto a seconda dell’innevamento. Si tratta comunque di una salita logica in un ambiente selvaggio.

Prima salita: M. Brunelli, L. Castellani, F. Rossetti

MONTE CASAROLA (1978 m) – LA VELA

Il versante orientale del Casarola (innevamento abbondante) con il tracciato della 'Vela'

Il versante orientale del Casarola (innevamento abbondante) con il tracciato della ‘Vela’

INFO TECNICHE  
Data Uscita24 dicembre 2017CompagniMario Brunelli, Luca Castellani, Federico Rossetti
ItinerarioPrima salita della Vela al Monte Casarola, con un primo tiro sulle placcheZona MontuosaAppennino Settentrionale
Tempo e distanza6/7 h (2/3 h la via)Dislivello600 m
Località di PartenzaPasso del Cerreto (RE)Quota partenza e arrivo1261 m - 1904 m
Difficoltà globaleD (concentrate nel primo tiro, poi AD) Difficoltà tecnica60/65° sostenuti, p.III-, misto facile
ChiodaturaAssente, 1 friend incastrato nell'ultima sostaMaterialeDa alpinismo invernale (2 picche, friend specialmente piccoli)
Tipologia arrampicata Placca ghiacciata poi crestaRocciaMacigno buono
SegnaviaCAI 669 e 667Libro di vettaSi
Punti d’appoggio-AcquaNo
Cartografia utilizzataCarta escursionistica – L’appennino Reggiano (foglio 2)Bibliografia utilizzata-
Giudizio100100100100Consigliata Sì, cresta meritevole, variante delle placche non per tutti!

INDICAZIONI STRADALI

Il Passo dello Scalucchia (1368 m) è uno dei più alti dell’Emilia e collega l’alta valle dell’Enza con quella del Secchia. Si può raggiungere sia da Collagna – venendo da Reggio – sia da Succiso se si arriva dal parmense. Dopo recenti nevicate, la strada che sale da Pieve San Vincenzo e il passo Pratizzano è preferibile a quella di Succiso (ma non sempre percorribile, spesso pulita solo fino al bivio per Valbona). Lasciare l’auto in un comodo spiazzo lato val Secchia con tavolino in legno.

AVVICINAMENTO

Imboccare la sterrata in direzione del Cerreto, ignorare i sentieri che salgono a destra verso il Casarola. Continuare lungamente a traversare: la strada diventa un sentiero, e dopo un paio di saliscendi ci si affaccia ad un’ampia vallata ai piedi del Casarola (Sorgenti di Capiola).

Abbandonare la sterrata e costeggiare il torrente cercando la via più comoda nel bosco, meglio sulla sinistra orografica, fino a quando la valle si apre in una grande conca cosparsa di sassi. Le placche e la cresta sono ben visibili sulla sinistra della parete, in ombra. Salire l’ampio pendio fino alla base delle placche, dove attacca la via (1.30/2 h dal Passo Scalucchia).

In alternativa è possibile raggiunge l’attacco anche seguendo il sentiero 667 che si stacca a destra della carraia (indicazioni). Seguirlo ignorando tutti i bivi fino ad uscire definitamente dal bosco. Proseguire sulla dorsale del Casarola, quindi scendere a sinistra nel circolo superiore ove più conveniente.

I due avvicinamenti si equivalgono, il primo rimane consigliato e permette un percorso ad anello più vario ed elegante.

RELAZIONE

Allestire una sosta direttamente alla base delle placche (fittoni).

1° tiro: tiro delicato e mentalmente impegnativo. Attaccare le placche al centro senza via obbligata (ghiaccio e neve sottile) e proseguire per 50 metri su pendenze costanti senza possibilità di protezione (60/65° sostenuti). Al termine della placconata si esce su un pendio meno inclinato, spostarsi verso sinistra e sostare sulla cresta (spuntoni, 60 m).

2° tiro: salire sopra la sosta e seguire la cresta abbastanza orizzontale, quindi tornare a salire (I, misto facile) sostando alla base di un tratto più ripido (50 m). Sosta da attrezzare a friend.

3° tiro: spostarsi a sinistra e superare un passo più verticale (III-), quindi proseguire sul filo (I, misto facile). Sostare comodamente dopo una cinquantina di metri in un tratto orizzontale della cresta (50 m). Sosta da attrezzare a friend piccoli.

4° tiro: mantenersi sul lato sinistro quindi riguadagnare il filo orizzontale. Seguirlo e sostare al termine della cresta su un friend incastrato tra i massi (nascosto!) da rinforzare (50 m).

Proseguire sulla cresta senza difficoltà fino ad intercettare l’ampio pendio che si risale senza via obbligata (max. 40/45°) puntando alla vetta che si raggiunge in breve (2/3 h dall’attacco).

DISCESA

Dalla vetta seguire la cresta verso Nord (sentiero 667). Scendere con qualche passaggio facile su roccette a una selletta, quindi proseguire sull’ampio crestone. Il sentiero continua a seguire il costone per poi abbandonarlo con un traverso a sinistra che raggiunge il bosco. Continuare a seguire il segnavia fino al parcheggio (1.30 h dalla vetta).

OSSERVAZIONI

Linea tra le più logiche del versante e inspiegabilmente ancora mai salita lungo una cresta dai connotati alpini. Salita meritevole di ripetizioni, tra le più interessanti dell’Appennino Tosco-Emiliano.

Il primo tiro per la placca può essere considerato una variante della linea principale, la Vela. Per salire interamente il solo sperone roccioso non attaccare le placche ma traversare a sinistra fino a raggiungere il filo (si ignora la difficoltà del primo tiro).

Il tiro della variante (linea della prima salita) sulla placca resta il più impegnativo. Sebbene le difficoltà tecniche non siano eccessive (max 65°), sono 60 metri senza una protezione! Tiro piuttosto psicologico da affrontare solo con padronanza del gesto e in buone condizioni. Non si esclude che con più neve le difficoltà sullo stesso possano risultare più contenute.

La cresta con molta neve potrebbe invece assumere connotati più aerei alterando forme e difficoltà.

La Vela, nome proposto su suggerimento di Andrea Greci.

CONDIZIONI INCONTRATE (24 dicembre 2017)

Giornata calda alla partenza, avvicinamento in maglietta risalendo dalle Fonti di Capiola. Raggiunto il circolo superiore altro clima con leggero vento. Neve perfetta, molto dura portante ovunque, spesso ghiacciata. In via bella neve ghiacciata sulla placca e ottima in cresta. Usciti sui pendii terminali abbiamo trovato un oceano di ghiaccio che ci ha accompagnato in tutta la discesa (impressionante!)

VIDEO: LA PLACCA DEL PRIMO TIRO

https://www.facebook.com/federicorossetti89/videos/10214845984733047/

 

Avvicinamento verso le sorgenti di Capiola

Avvicinamento verso le sorgenti di Capiola

Attacco

Attacco

Secondo tiro, il primo sulla cresta

Secondo tiro, il primo sulla cresta

In discesa dalla cresta Nord

In discesa dalla cresta Nord

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