Cresta dello Scalocchio e attraversata versante N del Gendarme della Nuda

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La cresta dello Scalocchio è quel crinale rocciso che insieme al Gendarme e al monte La Nuda dominano la vallata denominata Vallone dell’Inferno in Appennino. Il percorso compiuto e qui descritto prevede la salita alla cima dello Scalocchio a quota 1851 m per l’omonima cresta e poi la traversata del versante nord del Gendarme. La cresta in inverno regala veramente un bellissimo itinerario, mai particolarmente difficile, tra ripidi versanti, passi di misto, cornici e anche una cresta sottile.

Prima salita (invernale): G. Montipò e A. Pandolfo il 12/3/71.

MONTE SCALOCCHIO (1851 m) – CRESTA DELLO SCALOCCHIO (INVERNALE)

Cresta dello Scalocchio

Cresta dello Scalocchio

INFO TECNICHE  
Data Uscita29 gennaio 2013CompagniAlberto Piazza
ItinerarioCresta dello Scalocchio e attraversata versante N del Gendarme della NudaZona MontuosaAppennino Settentrionale
Tempo e distanza7 hDislivello820 m
Località di PartenzaPasso del Gatto (RE)Quota partenza e arrivo1269 m - 1872 m
Difficoltà globaleAD+Difficoltà tecnicaMax 50°, passi di misto (anche impegnativi)
Chiodatura-MaterialeDa Alpinismo invernale (utili due piccozze, chiodi e qualche friend)
Tipologia arrampicataCrestaRoccia-
SegnaviaSentiero CAI 00Libro di vettaNo
Punti d’appoggioBivacco RosarioAcquaNo
Cartografia utilizzataCarta escursionistica - L'Appennino Reggiano (foglio 2)Bibliografia utilizzataGMI – Appennino Ligure e Tosco-Emiliano pag. 339
Appenino Invernale (Fabbri – Montorsi) pag. 179
Appennino di neve e di ghiaccio Vol. 1 Itinerario 147
Giudizio100100100100ConsigliataSi!

INDICAZIONI STRADALI

Raggiunto il Passo del Cerreto che separa le province di Reggio Emilia e Massa Carrara in Appennino, si prende in direzione Cerreto Laghi, dopo 900 m si lascia la macchina nei pressi di un tornante, di fronte all’Albergo Belvedere (chiuso).

AVVICINAMENTO

Lasciata l’auto nel parcheggio all’interno del tornante (QUI), si prende la strada seguendo le indicazioni CAI per il sentiero 00 e il Monte La Nuda. Si superano alcune costruzioni, fino ad imboccare al termine della strada il sentiero che sale dolcemente nel bosco. Dopo circa 40 minuti di cammino si lascia il sentiero e si prende a destra puntando all’ultimo salto roccioso della cresta verso Ovest. Si supera un rio e si esce dal bosco, si prosegue traversando, il percorso non è obbligato e si arriva quasi fino sotto la verticale del salto roccioso. Si inizia quindi a risalire il versante su pendenze fino a 40°, si traversa sotto la parete rocciosa verso destra e si risale fino a raggiungere la cresta. La vista spazia dalle Alpi Apuane al Golfo di La Spezia, al crinale dell’appennino con il Monte Alto e il versante E dell’Alpe del Succiso in primo piano (2 h).

 

 

Cresta dello Scalocchio

La prima parte della cresta

RELAZIONE

Giunti sul crinale si prende la cresta verso Est, si supera il risalto roccioso sulla destra e si prosegue sulla cresta, qui bella e larga, quasi in piano. Si raggiunge un secondo salto che si supera agevolmente, traversando su una cengia nevosa sulla destra e si prosegue fino alla base della cresta vera e propria.

Si sale lasciando sulla destra un altro salto roccioso fino alla base di un canalino. Qui si deve superare con un tiro di corda il passo più impegnativo dell’intera cresta. Si sale prima su neve, poi in un tratto di misto, quindi si traversa e si entra nel canalino, infine si risale un ripido tratto fino alla sua sommità dove è possibile sostare.

Si prosegue in conserva su tratti più facili tenendo sempre la parte S della cresta che regala belle cornici fino ad arrivare al tratto più elevato, la cima dello Scalocchio (1851 m). Si scende verso il colletto Ovest del Gendarme su un ripido versante, poi nuovamente sulla cresta, qui più sottile, fino a raggiungere la parete (4 h).

In estate c’è il sentiero che con qualche tratto attrezzato collega il colletto ovest a quello est alla base della parete N, in inverno conviene ritornare sui propri passi e ridiscendere il versante N su neve, costeggiando le rocce fino al loro termine, quindi si traversa risalendo fino a un colletto tra un pinnacolo e la parete rocciosa. Si deve quindi traversare per 80/100 m il ripido versante, è possibile fare 2 tiri di corda, attrezzando le soste con chiodi. Si risale quindi un breve canalino su pendenze fino a 50° fino a ritornare sulla cresta (5,30 h).

DISCESA

I tratti impegnativi sono terminati, si prosegue sulla cresta bella e larga verso La Nuda e si scende quindi per il ripido pendio a 35/40° verso il vallone dell’Inferno, si raggiunge il bivacco Rosario dove seguendo il sentiero 00 si ritorna al Passo del Gatto (6,30 h).

OSSERVAZIONI

L’itinerario è molto bello, mai difficile, solo il tiro all’inizio è impegnativo. L’ambiente è severo e le difficoltà variano molto a seconda delle condizioni della neve, dalla sua quantità e dal percorso preso. Non ci sono quasi mai passi obbligati, anche se una volta iniziata la cresta vera e propria non è possibile abbandonarla facilmente per uno dei due versanti. La traversata del versante N è un’interessante proseguimento della cresta. Si può anche cosi salire sul Gendarme (non banale). Per evitare la traversata una volta raggiunto il colletto Ovest si può scendere direttamente verso il Vallone dell’Inferno e il bivacco Rosario (max 35/40°).

 

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Salita9
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Merita!
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