Lacrime del Gigante: ghiaccio da cascata sotto la cima del Cusna

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Lacrime-del-Gigante

Il Monte Cusna, dall’alto dei suoi 2120 metri, è il gigante dell’Appennino Tosco-Emiliano, secondo solo al Cimone, le cui linee, inconfondibili, si distinguono già dalla pianura. I suoi grandi fianchi dove la neve rimane solitamente fino all’inizio dell’estate sono pendii piuttosto dolci, mete predilette degli scialpinisti. La montagna apparentemente non ha un particolare interesse alpinistico invernale, ad eccezione della facile e panoramica Cresta Nord, ma nascoste sul versante Ovest, poco più in alto del celebre Fosso Lama Cavalli che da origine alle Cascate del Lavacchiello, si formano nella prima parte dell’inverno delle brevi ma interessanti colate, ribattezzate dai primi salitori Lacrime del Gigante. Una piccola perla che non può mancare nel curriculum dell’Appenninista.

Prima salita (linee di destra): P. Dallaglio e M. Reverberi (27 dicembre 2014)

Prima salita (Candela e variante a sinistra): P. Dallaglio e M. Reverberi (3 gennaio 2015), ripetuta lo stesso giorno da F. Dolci e M. Radighieri

MONTE CUSNA (1800 m circa) – LACRIME DEL GIGANTE

Le Lacrime del Gigante, al centro l'evidente 'Candela' a destra le linee più appoggiate

Le Lacrime del Gigante, al centro l’evidente ‘Candela’ a destra le linee più appoggiate

INFO TECNICHE  
Data Uscita15 dicembre 2018CompagniFederico Rossetti, Luca Castellani + Alpinisti del Lambrusco e cordata reggiana
Gruppo MontuosoAppennino Tosco - EmilianoItinerario - ViaLacrime del Gigante
EsposizioneO/NOPeridio consigliatoInizio inverno, poca/senza neve
Tempocontare 3 h tra avvicinamento e discesaSviluppodiverse linee, 20/30 m
Difficoltàvariabile a seconda della linea II/2-4 (da verificare)Chiodatura-
MaterialeAttrezzatura da ghiaccio (6/7 viti)Bibliografia utilizzata-
Giudizio100100100ConsigliataSi, per iniziare la stagione del ghiaccio in Appennino!

INDICAZIONI STRADALI

Dalla rotonda Vancouver 2010 a Villa Minozzo nell’Appennino reggiano seguire le indicazioni per Ligonchio/Minozzo ma abbandonare quasi subito la strada principale svoltando a sinistra (indicazioni Monte Orsaro/Santonio). Proseguire per circa 10 km, e dopo il paese di Coriano svoltare a destra (indicazioni poco evidenti per il Rifugio Monte Orsaro) raggiungendo in breve il rifugio dove si lascia la macchina a lato della strada. Con un 4×4 si può proseguire, senza innevamento, lungo la strada sterrata fino al Passo della Cisa.

Da Villa Minozzo si può raggiungere anche Monte Orsaro passando per Febbio su strada più larga ma più lunga.

AVVICINAMENTO

Dal rifugio (1300 m) seguire la strada sterrata che conduce al Passo della Cisa. Al primo bivio si prende a sinistra imboccando il sentiero 623A che taglia i tornanti della carraia. Ai numerosi bivi seguire sempre per il Monte Cusna e usciti dal bosco dopo un’oretta di cammino si raggiunge la cresta Nord. A una sella lasciare l’evidente cresta che prosegue verso la cima e scendere a destra seguendo il sentiero 623. Continuare sempre sul comodo sentiero che taglia a mezzacosta in leggera discesa fino a doppiare una dorsale ed entrare in un ampio versante in vista degli scivoli ghiacciati. Abbandonare il sentiero e salire senza via obbligata puntando all’evidente candela, consigliabile prima salire a sinistra quindi traversare a destra (terreno delicato) fino a raggiungerne la  base (1.15/30 h).

RELAZIONE

Le Lacrime si presentano come una ‘palestrina’ di ghiaccio. Sono possibili diverse linee, la più bella è la candela centrale alta una decina di metri, molto estetica. Sulla sua sinistra un’altra interessante ‘variante’ più breve raggiunge la rampa appoggiata. A destra invece il ghiaccio è più abbondante ma decisamente meno verticale. Si distinguono due ‘flussi’ vicini (25 m) dove si possono seguire diverse linee parallele con difficoltà moderate. Quello di sinistra parte più appoggiato e si impenna nella parte finale soprattutto se preso a sinistra (cordone su spuntone in uscita, da integrare!). Quello di destra invece mai verticale costeggia le rocce su ghiaccio abbondante (sosta da attrezzare su ghiaccio in uscita). La base dei flussi di destra non è comodissima.

DISCESA

Per medesimo percorso dell’avvicinamento. Consigliabile per evitare il terreno delicato salire una delle linee e proseguire per prati verso la cresta Nord da cui si scende per sentiero a Monte Orsaro (1.30 h). Si può anche raggiungere la cima (contare circa 1.15 h in più).

OSSERVAZIONI

E’ il primo ghiaccio che si forma in Appennino Tosco-Emiliano. Le colate di destra si formano sempre tra dicembre e gennaio dopo un lungo periodo di alta pressione (anche non particolarmente freddo) ma necessitano di una copertura nevosa limitata. Per la Candela è necessaria invece una fase di freddo più intensa.

Le colate in sé (ad eccezione della Candela che seppur breve costituisce linea particolarmente estetica e scenografica) non hanno un grandissimo interesse e il posto non è particolarmente ameno, ma permettono di muovere passi su ghiaccio da cascata nella prima parte dell’inverno soprattutto quando manca la neve.

Le cascate sono nel medesimo impluvio del Fosso Lama Cavalli da cui si originano le Cascate del Lavacchiello ed può essere consigliabile salirle in continuazione dei salti classici (itinerario comunque lungo). Il viaggio ghiacciato che parte dalla Presa Bassa e risale tutti i flussi partendo dal Mostro dell’Ozola e termina sulla vetta del Cusna è ancora irrealizzato…

In particolari condizioni sono forse possibili altre linee oltre a quelle citate. La roccia a fianco delle colate è comunque ovunque pessima!

Il racconto della prima salita e qualche bella foto di Pierluigi Dallaglio in un bell’articolo dedicato al ghiaccio appenninico visualizzabile qui.

METEO INCONTRATO (15 dicembre 2018)

Abbiamo condiviso la salita con gli amici Alpinisti del Lambrusco, ma nei pressi dell’attacco siamo stati raggiunti da una banda di reggiani. Abbiamo quindi assaltato i flussi di destra alternandoci e salendo paralleli trovando ghiaccio molto duro non sempre piacevole.

La candela, seppur saldata alla base sgocciolava abbondantemente ed era ancora troppo fragile per essere salita.

Dal lato più strettamente meteorologico giornata bellissima ma molto fredda nell’ordine dei meno dieci, che dopo qualche tiro ci ha fatto fuggire verso un più piacevole sole. Poca neve in giro ma particolarmente scenografica.

Facciamo infine pacatamente notare come i parmensi sono stati gli unici a proseguire verso la vetta del Gigante… 

 

La Pietra ci sorveglia

La Pietra ci sorveglia

Traffico sulla linea di destra

Traffico sulla linea di destra

Sosta in uscita

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Reggiani in azione

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