Canale Tenco, salita invernale quasi dimenticata alla Rocca del Prete

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La Rocca del Prete è la parete più grande dell’Appennino ligure. Sulle sue pareti ofiolitiche salgono sia vie estive sia itinerari invernali, questi ultimi ripetuti piuttosto di rado: l’esposizione a ovest e la quota non altissima (1500-1650 m) fanno sì che le condizioni buone si verifichino solo negli inverni più fortunati; inoltre, nonostante l’accesso e la discesa comodi, si tratta quasi sempre di vie difficili ed esposte, solo in parte attrezzate, dunque già di per sé selettive.

Il Canalone Tenco di ripetizioni, negli ultimi 30 anni, deve averne viste davvero poche: ed è un peccato, perché si tratta di una via logica, dritta come un fuso, con bei passaggi di misto in un ambiente suggestivo e opprimente, appena addolcito dagli alberi che qua e là restano aggrappati alla ripidissima parete. Le difficoltà tecniche sono paragonabili al canalino dello Scala, ma il Tenco risulta meno protetto e un poco più lungo, dunque a nostro giudizio più impegnativo.

Prima salita: L. Calderone, C. Peveri 1984

ROCCA DEL PRETE (1666 m) – CANALE TENCO

La Rocca del Prete vista dal Prato della Rocca. L’imbocco del Canalone Tenco è indicato da una freccia. Appena a sinistra sale il canale della Muffola, coperto verso destra quello dell’Imbuto

INFO TECNICHE  
Data Uscita18 marzo 2018CompagniPaolo Bernardi, Luca Castellani
SettoreRocca del Prete, settore nordItinerario - ViaCanalone Tenco
EsposizioneOvestPeriodo consigliatoInverno, meglio in genere la mattina
Tempo2/3 h il canale, 0.40 avvicinamento, 0,45 discesaSviluppo160 metri
Difficoltà D+, passi di misto fino al IV°, pendenze su neve fino a 70°ChiodaturaDue spit sul primo tiro, attrezzata solo la sosta sotto il terzo tiro
Tipologia arrampicata Canale a 50°, tratti più ripidi con erba ed alberelli, camini a incastro RocciaMediocre nei tratti di misto, ma a ben cercare offre protezioni
MaterialeFriend o dadi (anche grandi), scelta di chiodi, molti cordini per piante e massi incastratiBibliografiaEugenio Pinotti, AEMILIA, Arrampicate su roccia e ghiaccio nella provincia di Piacenza
Giudizio100100100ConsigliataSì, linea molto diretta e ambientone.
Le piante alla fine si fanno apprezzare! Per appenninisti convinti

INDICAZIONI STRADALI

Salire da Santo Stefano d’Aveto o da Bedonia al Passo del Tomarlo. Parcheggiare circa 3 km sotto il passo (versante ligure), poco dopo una ex discoteca: ampio spiazzo di ghiaia sul lato a valle della strada.

AVVICINAMENTO

Imboccare il sentiero CAI sul lato opposto del parcheggio, che dopo 5 minuti di salita conduce a un incrocio: ignorare il sentiero che sale verso la Rocca del Prete e tenere la sinistra sul sentiero principale, un ampio tratturo pianeggiante. Raggiunta un’apertura nel bosco (il Passo della Lepre), compaiono le pareti. Ignorare i due successivi bivi a sinistra (per Allegrezze e Rocca d’Aveto) e mantenersi sul sentiero CAI che punta verso la rocca salendo nel bosco.

Raggiunta un’altra apertura (il Prato della Rocca), si vedono bene le linee dei canali Tenco e Muffola, separati da uno sperone, mentre rimane nascosto appena a destra il più facile canale dell’Imbuto (indicato come possibile via di discesa in doppia – sconsigliato!). A questo punto si continua a salire nel bosco lungo il sentiero Cai per il Canale Martincano, poi lo si abbandona per portarsi alla base del canale, con una parete strapiombante a sinistra.

RELAZIONE

Risalire la conoide appena sopra il bosco e portarsi alla base del primo salto ripido, dove conviene legarsi attrezzando una sosta su neve.

1° tiro: salire sulla sinistra del canale oppure per un breve diedrino con alberello (III), dunque continuare su neve su terreno via via più ripido (60°). Risalire un diedro fessurato (III, spit) puntando a un masso incastrato che sbarra il canale; superarlo a destra (IV, spit), dunque proseguire sul canale principale a sinistra (45/50°, con qualche passo di poco più ripido). Attrezzare entro fine corda una sosta su neve o sulle rocce (brutte) a destra del canale (55 m).

NOTA: poco dopo il passaggio del masso incastrato dovrebbe esserci la sosta attrezzata della via Indiana Giones, cui appartengono gli spit (fonte Guida CAI); sicuramente era sepolta dalla neve e non la abbiamo vista. Si può valutare di sostare lì, ma attenzione alla lunghezza del tiro successivo.

2° tiro: continuare nel canale ignorando le ripide diramazioni a sinistra e puntare a un ripido pendio con alberi: salirlo (60°/70°, misto erba e piante) fino all’ottima sosta, attrezzata con cavo di ferro, sotto il secondo grande masso incastrato (45 m).

3° tiro: passare sotto il masso e risalire la successiva fessura-camino verticale (IV, massi incastrati); dopo il primo salto ci si può riposare sul fondo, poi si riprende a salire il camino, difficilmente proteggibile, fino a una buona lama sulla parete a sinistra, che permette di uscire su un piccolo spiazzo (IV, faticoso). Conviene ora abbandonare il camino piuttosto sporco e salire a destra per pendio con alberi (60°) fino a uscire dalla parete. Sosta da attrezzare su faggio (40 m).

DISCESA

Costeggiare a destra (verso nord) il bordo della parete, seguendo i bolli gialli con un paio di saliscendi: poco dopo aver superato un torrentello (che forma la Cascata dell’Acquapendente) si incrocia il sentiero CAI 194. Seguire le indicazioni per la strada provinciale, e dopo una discesa prima sempre a ridosso del bordo della parete poi nel bosco, si raggiunge l’incrocio poco sopra al punto di partenza (0.45 h).

OSSERVAZIONI e CONDIZIONI INCONTRATE

Via salita in condizioni non proprio ottimali, sotto una leggera nevicata che se non altro ha contribuito a mantenere basse le temperature nonostante fosse un pomeriggio di marzo inoltrato. La settimana precedente era stata abbastanza calda. Tanta neve sfondosa sulla conoide basale, nel primo tiro rocce coperte dalla fresca e passaggio del masso incastrato letteralmente tappato da un muro verticale di neve, poco ghiaccio solo in uscita. Sui 45/50° neve fresca sopra uno strato di neve vecchia umida, portante; su pendenze superiori fresca su erba e rocce. Camino del terzo tiro completamente pulito.

Una salita non troppo consigliabile nelle condizioni da noi trovate, ma vista la posizione incassata del canale non è da escludere che dopo periodi più freddi, con tanta neve che al pomeriggio al sole molla un po’, si formino colate sui tratti ripidi, rendendo tutto più piacevole (specialmente i passaggi su erba!). Da quanto ci risulta, fra le “classiche” invernali della Rocca del Prete è forse la meno ripetuta.

 

Ambiente

Ambiente

Il passaggio sotto il masso incastrato del terzo tiro

 

 

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Salita9
Ambiente9
Arrampicata8.5
Roccia6.5
Avvicinamento8.5
8.3
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Salita Consigliata