Giovo – Rondinaio: una traversata alpina sulle sponde del Lago Santo

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Nella prima parte della traversata

Ci sono alcune salite invernali dell’Appennino che non hanno nulla da invidiare ai blasonati itinerari alpini. La traversata Giovo Rondinaio, sopra le sponde del Lago Santo modenese, è uno di questi. Il percorso è una lunga cavalcata tra grandi scorci, cornici e panorami invidiabili, tra le più avvincenti di tutto l’Appennino Tosco-Emiliano.

Le difficoltà della traversata sono classiche e contenute, qualche passo esposto (in un tratto facilitato dal cavo) ed è possibile percorrerla in entrambi i sensi. Proponiamo il percorso Ovest-Est, dalla cima del Giovo a quella del Rondinaio perchè più scenografico e soprattutto perché offre la possibilità di raggiungere la prima cima attraverso uno dei classici canali, come ad esempio il Centrale o il Sinistro (itinerari più difficili della cresta ma meritevoli e che permettono di ottenere una grande combinazione). Bisogna però considerare di affrontare però tutti i tratti più difficili in discesa.

Prima salita: – 

GIOVO – RONDINAIO (1978 m) – TRAVERSATA DELLE VETTE

La cresta vista dal Passetto, in primo piano La Porticciola e l'Altaretto

La cresta vista dal Passetto, in primo piano La Porticciola e l’Altaretto, più a destra la Grotta Rosa e il Giovo

INFO TECNICHE  
Data Uscita11 febbraio 2018CompagniFederico Rossetti, Alberto Piazza, Mario Brunelli, Luca Castellani, Pietro Gaibazzi, Luigi Berio
ItinerarioTraversata Monte Giovo Rondinaio (Ovest-Est)Zona MontuosaAppennino Settentrionale
Tempo 4/5 h (2 h la traversata)Dislivello700 m
Località di PartenzaLago Santo Modenense (MO)Quota partenza e arrivo1505 m - 1991 m
Difficoltà globalePD poco continuoDifficoltà tecnicaPassi di misto (un tratto attrezzato con catena), breve pendio a 40°
Chiodatura2 tratti attrezzati con catenaMaterialeDa alpinismo invernale (1 piccozza), eventualmente uno spezzone
Tipologia arrampicata CrestaRoccia-
SegnaviaSentiero CAI 527, 00, 521, 523Libro di vettaSi, sul Rondinaio
Punti d’appoggioRifugio Vittoria alla partenzaAcquaNo
Cartografia utilizzata-Bibliografia utilizzataAppennino di Neve e di Ghiaccio - Vol. 2 Itinerario 2
Giudizio100100100100100Consigliata Si, tra le creste più belle dell'Appennino Tosco-Emiliano

INDICAZIONI STRADALI

Raggiungere Pievepelago nell’Appennino Modenese, quindi imboccare la strada del Passo delle Radici (indicazioni Lago Santo). Dopo poco più di un chilometro svoltare a sinistra, seguendo sempre le indicazioni per il Lago Santo. Seguire la strada fino al suo termine dove si lascia la macchina nell’ampio parcheggio.

AVVICINAMENTO

Si deve raggiungere la Cima del Monte Giovo, si può farlo attraverso uno dei canali della parete NE, o come descritto attraverso la facile e panoramica Cresta Nord.

Seguire la carraia che in pochi minuti porta al Rifugio Vittoria (1505 m) sulle sponde del Lago Santo da dove sono già visibili i canali. Costeggiare il lato destro del lago superando i vari rifugi, quindi seguire il sentiero che sale nel bosco fino ad uscire dalla vegetazione e raggiungere il Passo della Boccaia (1557 m). Piegare a sinistra e seguire l’evidente cresta superando un primo dosso con un po’ di vegetazione. Salendo la cresta si impenna e la si segue fino a guadagnare una prima sommità per un canalino (40°). Proseguire ora in discesa fino a un’ampia sella, quindi riniziare a salire l’ampio crestone fino a raggiungere il pianoro sommitale con la grande croce dove inizia la traversata vera e propria (1/1.30 h).

RELAZIONE

Seguire l’ampio crestone in direzione Sud-Est, molto panoramico e spesso corniciato sul lato sinistro in falsopiano in discesa, quindi in prossimità dell’uscita del Canale del Triangolo tornare lievemente a salire fino a quando la cresta si assottiglia nei pressi della sommità della Grotta Rosa dove inizia il tratto più impegnativo. Scendere comodamente qualche metro, poi superare con attenzione un ripido salto esposto con l’aiuto del cavo. Proseguire senza difficoltà sulla cresta ora molto ampia e nuovamente in salita verso la cima dell’Altaretto (1927 m). Scendere poi piuttosto ripidamente (35/40°) sul lato destro su neve spesso cotta dal sole, quindi guadagnare la cima della Porticciola (1903 m). Continuare sulla cresta, ora più stretta e rocciosa con qualche passo più delicato che richiede attenzione. La dorsale torna poi ad allargarsi e si procede piacevolmente su neve fino a toccare la vetta del Rondinaio (1991 m, 2 h dalla cima del Giovo).

DISCESA

Il percorso più diretto per tornare al Lago Santo è seguire la normale invernale del Rondinaio spesso tracciata e affollata che scende nella conca del Lago Baccio, quindi per sentiero 523 al parcheggio (1 h dalla cima). Si consiglia tuttavia, qualora il tempo atmosferico e le forze lo consentissero di allungare la traversata verso la Cima del Rondinaio Lombardo (1825 m) passando per la Finestra del Rondinaio con alcuni saliscendi e nessuna difficoltà. Dalla cima del Lombardo si scende direttamente per ampio pendio-canale immettendosi nell’ampio vallone del Lago Baccio (aggiungere circa 0.30/40 h).

OSSERVAZIONI

Bellissima traversata, tra le creste più belle dell’Appennino Tosco – Emiliano (altri spunti -> Le creste più belle dell’Appennino Settentrionale). La cresta è tecnicamente facile ma comunque alpinistica con un paio di passaggi che richiedono attenzione. Il percorso è consigliabile con innevamento abbondante, anche con neve fresca (in questo cosa è sconsigliabile la salita per uno dei canali del Giovo).

La cresta con percorrenza Giovo -> Rondinaio è più impegnativa ma con scorci maggiori; l’itinerario rimane comunque molto consigliabile in entrambe le direzioni. In combinazione con uno dei canali o vie del Rondinaio Lombardo o Rondinaio (quasi tutte impegnative) si ottiene un percorso lungo e di gran classe alla scoperta di quasi tutti i versanti della zona del Lago Santo Modenese, in questo caso la cresta si percorre nella versione più facile, Est-Ovest.

La salita è stata compiuta all’interno del raduno Scanalando 2018.

continuiamo con le lezioni di sci

Pubblicato da Federico Rossetti su lunedì 12 febbraio 2018

CONDIZIONI INCONTRATE (24 dicembre 2017)

Condizioni meravigliose, cresta molto scenografica, giornata splendida e fredda. Neve più fresca che portante. Siamo saliti in sci e abbiamo poi percorso la maggior parte della cresta con i ramponi.

 

Nella prima parte di cresta, dopo la cima del Giovo

Nella prima parte di cresta, dopo la cima del Giovo

Sulla cima dell'Altaretto

Sulla cima dell’Altaretto

L'ultimo tratto verso la cima del Rondinaio

L’ultimo tratto verso la cima del Rondinaio

Prima parte della cresta dopo la cima del Giovo

Prima parte della cresta dopo la cima del Giovo

La cima del Monte Giovo con vista sulla cresta e il Rondinaio

La cima del Monte Giovo con vista sulla cresta e il Rondinaio

 

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