Il Diavolo e l’Acquasanta: la classica di ghiaccio dell’alta Val Parma

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Val Parma - Il Diavolo e l'acquasanta

Il torrente Parma di Badignana, meglio noto come la Parmetta, è uno dei quattro rami sorgivi del torrente Parma; poco prima di confluire nel ramo che scende dai Lagoni, si getta in un suggestivo e profondo canyon nascosto fra i faggi, con salti verticali e scivoli d’acqua. Sulle placche di arenaria macigno vicino alla cascata sono state attrezzate alcune vie moderne di più tiri, molto consigliate in estate se si vuole arrampicare al fresco (Salto nel Passato); mentre d’inverno, con temperature abbastanza rigide, la Parmetta ghiaccia, permettendo agli alpinisti una salita con piccozze e ramponi divertente e mai difficile lungo la cascata ribattezzata Il Diavolo e l’acquasanta. La cascata principale si sviluppa nel canyon incassato tra le rocce e si supera con tre tiri di corda, di cui due particolarmente divertenti lungo piacevoli cavolfiori. Proseguendo nel torrente si incontrano altri brevi e facili salti che completano la salita, una delle più belle su ghiaccio della Val Parma e non solo.

Prima salita: P. Mantovani, M. Sacchetti, S. Righetti, G. Bertaccini, gennaio 1985

TORRENTE PARMA DI BADIGNANA – IL DIAVOLO E L’ACQUASANTA (1150 m circa)

Val Parma - Il Diavolo e l'acquasanta

Il canyon dove scende la cascata

INFO TECNICHE  
Data Uscita11 gennaio 2017CompagniFederico Rossetti, Mario Brunelli
Gruppo MontuosoAppennino Tosco - EmilianoItinerario - ViaCascata della Parmetta - Il Diavolo e l'acquasanta
EsposizioneNEPeridio consigliatoIn inverno dopo periodi freddi
Tempo2.30 h (2 h la cascata) + 1.30 con la strada chiusaSviluppocirca 200 m (100 m i salti principali + 100 m risalti più facili)
Difficoltà II/2 (max 70°)Chiodatura1 sosta a spit
MaterialeAttrezzatura da ghiaccio (4/5 viti), utile un friend/dado piccoloBibliografia utilizzataArrampicaParma
Giudizio100100100100Consigliata Si, scenografica e piacevole!

INDICAZIONI STRADALI

Risalita la Val Parma fino a Bosco di Corniglio si segue la strada per il Lago Santo fino a località Cancelli. Qui imboccare la strada sterrata a sinistra verso i Lagoni per circa 4 km e parcheggiare in uno spiazzo a sinistra poco prima del ponte sulla Parma di Badignana (il secondo torrente che si incontra). Se la strada dovesse essere chiusa, (come solitamente d’inverno!), lasciare la macchina nel parcheggio in località Cancelli e raggiungere a piedi il ponte sulla Parmetta (considerare almeno 45 minuti).

AVVICINAMENTO

Scendere per tracce di sentiero nella faggeta, lasciandosi il torrente sulla destra (alcuni segnavia rossi sui faggi). Dopo pochi minuti si possono già intravvedere gli ultimi salti. Dopo un tratto scosceso, poco prima che il bosco torni pianeggiante, si traversa a destra raggiungendo il torrente appena sotto alla cascata (0.15 h).

RELAZIONE

Risalire slegati la prima strettoia fino ad uno spiazzo alla base di una placca. Sicura comoda sulla destra, sotto una suggestiva quinta strapiombante.

1° tiro: affrontare l’ampia placca incrostata (50°). Sulla destra, se non sono coperti, ci sono gli spit della via Salto nel Passato comunque lontani dalla colata. Spostarsi un poco a sinistra sul ripiano sovrastante e sostare su spuncioni/fessure (30 m).

2° tiro: affrontare il bel salto incassato fra le due pareti del canyon (tratti a 70°), uscendo in prossimità di una strettoia. Sosta da attrezzare sulle rocce a destra (30 m).

3° tiro: nuovo salto di ghiaccio verticale, più lungo del precedente. Salire sul fondo, poi per cavolfiori (max 70°) fino ad uscire sulle rocce a destra, dove si sosta su due spit con maglia rapida (40 m).

A questo punto la parte più intensa e obbligata della cascata è terminata ma si può proseguire lungo il fiume per affrontare altri simpatici salti.

4° tiro: superare alcuni saltini tra le placche su percorso non obbligato, quindi salire uno scivolo più ampio e lungo (max 50°). Sostare a destra su pianta (60 m)

5° tiro: nuova placca appoggiata, breve spostamento a sinistra e ultimo scivolo di ghiaccio. Sosta su pianta (40 m).

DISCESA

È consigliabile continuare a risalire il torrente fino a sotto il ponte (è presente un altro breve saltino). In alternativa è possibile uscire nel bosco a destra. La strada è a meno di 5 minuti dall’ultimo salto. Se la strada è chiusa contare 1 ora in più.

OSSERVAZIONI

Salita più che consigliabile, per l’ambiente incontaminato e a suo modo severo nonostante la vicinanza all’auto. Rispetto alle altre cascate che abbiamo visitato nei dintorni, qui i due salti principali sono un po’ più lunghi e sostenuti, seppure mai difficili; e anche se tutto attorno c’è una bella faggeta, una volta entrati nel canyon non ci sono vie di fuga a parte la calata!

La quota relativamente bassa e soprattutto la portata del torrente piuttosto alta, rendono non sempre facile la formazione della cascata e necessitano un periodo di freddo abbastanza lungo e prolungato.

I segni delle ramponate sulle rocce dimostrano che l’itinerario è abbastanza ripetuto. Può valere la pena – essendo certi delle buone condizioni! – affrontare la salita anche quando la strada per i Lagoni è chiusa, con una comoda camminata di 4 km dai Cancelli.

Con la strada aperta si può combinare la salita con la Cascata del Lago Scuro, più facile ma in ambiente altrettanto meritevole.

Sulla placca a destra della cascata si può formare un’interessante colata (Suspiria 80 m II/2+ Roberto Donelli e Franco Ferrari anni ’80).

CONDIZIONI E METEO INCONTRATI (8 Gennaio 2017)

Abbiamo salito la cascata dopo quasi una settimana con temperature negative e praticamente zero neve in quota. Ciononostante la portata del torrente era comunque abbastanza alta e l’acqua scorreva ancora abbondante sotto il ghiaccio, morbido e molto lavorato.

I salti non sono mai verticali, dunque si può salire in relativa sicurezza anche con queste condizioni: qualcuno di cui abbiamo visto le impronte, del resto, è stato ancora più frettoloso di noi!  Fare attenzione anche ai tratti di trasferimento orizzontali, il sottoscritto ha “pocciato” tutta la gamba proprio prima di iniziare ad arrampicare!

CONDIZIONI E METEO INCONTRATI (12 Gennaio 2017)

Con Mario sono tornato a ripetere la cascata qualche giorno dopo la salita di Alberto e Luca. Abbiamo trovato ottime condizioni, certamente migliori rispetto a quelle dei nostri compagni di cui non abbiamo praticamente mai visto i segni di passaggio sul ghiaccio. Scorreva ancora molto acqua sotto ma non dava mai fastidio e la cascata era ben formata.

Giornata molto fredda con temperature costantemente intorno a – 5.

 

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Verso l’attacco

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1° tiro

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2° tiro

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3° tiro

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4° tiro

 

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Sui piacevoli cavolfiori del terzo tiro

 

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