Pala Carpela – Via Giulio Giovannini: un’arrampicata al Rifugio Taramelli

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Arrampicare in val San Nicolò non significa per forza dover viaggiare sul VII grado; basterà fare finta di non vedere le grandi pareti nord della Vallaccia e i pilastri assolati sotto il Buffaure, e inoltrarsi – a piedi o in bus – nell’incantevole val Monzoni. Qui alla dolomia fanno da contraltare le rocce vulcaniche che formano la cresta principale, in un contrasto cromatico insolito e unico nel suo genere.

Al rifugio Taramelli, che ha mantenuto la caratteristica forma cubica, difficilmente si incontreranno le comitive rumorose che affollano la valle del Vajolet; e sulla via Giovannini, che sale la montagna sopra il rifugio, con ogni probabilità non si troverà proprio nessuno. Certo, non ci si aspetti la linea di uno Spigolo Piaz, o la roccia delle Pale di san Martino… la via in sé non è niente di speciale, ma offre l’unica opportunità di arrampicare su gradi facili e con protezioni abbondanti in questo ambiente affascinante e frequentato essenzialmente da escursioniti.

Primi salitori: Roberto Conti, Mario Zottele, estate 2010

PALA DI CARPELA (2507 m) – VIA GIULIO GIOVANNINI

La parete sud della Pala Carpela

INFO TECNICHE  
Data Uscita5 agosto 2017CompagniLuca Castellani, Matteo Parmigiani
MontagnaPala De Crapela (2507)Itinerario - ViaGiulio Giovannini
EsposizioneSud - OvestPeridio consigliatoEstate e autunno
TempoDa Malga Monzoni 4,15 h (1,30 h avvicinamento, 2 h la via, 1 h discesa).
Da Soldanella calcolare un'ora scarsa in più
Sviluppo180 m la via
Difficoltà 8 metri di V, spesso IIIChiodaturaSpit alle soste e sui tiri
Tipologia arrampicata PlaccheRocciaCalcare sufficiente
Materiale8 rinviiBibliografia utilizzataRelazione sul web - Scuola Giorgio Graffer
Giudizio100100Consigliata Via un po' ricercata ma in ambiente bellissimo.
Consigliabile per i principianti.

INDICAZIONI STRADALI

In estate, la val san Nicolò è aperta al traffico fino al ristorante Soldanella, dove si trova un ampio parcheggio. Qui passano due bus navetta che partono da Pozza di Fassa: uno risale la valle principale, l’altro la laterale val Monzoni, fino alla Malga omonima. Questa si può anche raggiungere a piedi in circa un’ora dal parcheggio (la soluzione più veloce è superare il ponte dopo la Malga Crocifisso e imboccare una sterrata che si segue fino a ritrovare la strada principale).

AVVICINAMENTO

Dalla malga/ristorante (grande fontana) proseguire verso il Rifugio Taramelli, che si raggiunge in 20 minuti. La parete della Pala Carpela è ben riconoscibile dietro il rifugio. Continuare a salire lungo il sentiero per il Passo delle Selle, fino a un grande anfiteatro erboso, con un laghetto al centro.

Qui si stacca sulla sinistra una traccia (scritta a vernice Via Alpinistica): seguendo gli ometti e traversando su un ghiaione si perviene all’attacco della via, sulla sinistra di una fascia strapiombante (targa commemorativa, 1 h dalla malga).

 

 

Baita Monzoni

In vetta

RELAZIONE

1° tiro: risalire la rampa/camino, superando un risaltino strapiombante; dunque obliquare a destra per placca con roccia delicata fino alla sosta (35 m, III, III+, passo IV+, 4 spit e 1 chiodo).

2° tiro: dritto per la placca fessurata; strapiombino con buone maniglie dunque più facilmente fino al comodo terrazzo di sosta (25 m, IV, III, 3 spit, 1 chiodo).

3° tiro: non salire dritti verso il chiodo, ma traversare qualche metro a sinistra superando un canale, per poi rimontare le belle placche appoggiate alla sua sinistra. Sosta nei pressi dello spigolo (35 m, II, III, 4 spit).

4°: tiro: obliquare a destra dunque risalire un facile canale che verso la fine ripiega a sinistra. Superare con attenzione un grande masso poco stabile e sostare nuovamente sullo spigolo. 30 m, II, passo III, 2 spit

5° tiro: seguire gli spit lungo la bella placca compatta, che richiede un’arrampicata di aderenza. Proseguire dunque facilmente lungo lo spigolo fino alla base dell’ultimo risalto, sosta sulla destra (25 m, V passaggio iniziale azzerabile, IV+, II, 4 spit).

6° tiro: superare l’ultimo muretto e fare sosta poco più avanti su singolo spit con anello (20 m, III, II, 1 spit). E’ anche possibile proseguire su terreno ormai elementare fino in vetta e sostare lì (probabilmente 50 metri).

DISCESA

Continuare lungo la cresta in direzione opposta a quella di salita, fino a un salto di roccia (presente anello per doppia); si disarrampica prestando attenzione agli appigli non sempre sani (II), dunque si imbocca un ripido canale che punta dritto al laghetto. Da qui in breve al Taramelli.

OSSERVAZIONI

Giulio Giovannini (1925-2005), al quale la via è dedicata, è stato una figura importante per la storia dello sci in Trentino e non solo: fu lui l’ideatore della Marcialonga, storica manifestazione di sci di fondo in val di Fiemme; e uno dei principali promotori dei campionati mondiali di sci nordico nella stessa valle.

La via è di interesse prettamente locale, adatta anche per chi muove i primi passi da capocordata: la roccia richiede un po’ di attenzione, ma gli spit sono numerosi e vicini. L’ambiente e il panorama dalla piccola e aerea cima sono sicuramente il punto forte della via, oltre all’ottima accoglienza del piccolo rifugio Taramelli… sul libro di vetta ci sono diverse firme, segno che la via è abbastanza ripetuta; ma quella più frequente è proprio del rifugista!

 

Primo tiro 

La bella cresta di discesa; sullo sfondo il Passo delle Selle

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Salita8
Ambiente9
Arrampicata7
Roccia6
Avvicinamento8.5
7.7
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