Tolasodulsa: bella scalata di placca alla Rocca del Prete

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Rocca del Prete - Tolasodulsa

La Rocca del Prete è forse la parete più interessante dell’Appennino Ligure. “Scoperta” dal grande esploratore dell’Appennino Euro Montagna, che nel 1960 ne salì lo Spigolo Nord, in seguito la Rocca è stata valorizzata soprattutto dagli alpinisti piacentini; oggi presenta una ricca serie di possibilità, sia su roccia sia su ghiaccio e misto. Le vie, lunghe anche oltre i 200 metri, sono in genere ben protette a spit, ma non mancano salite più d’avventura.

Tolasodulsa (variante parmigiana tolasudolsa) è un’espressione dialettale che sta per “prenditela con dolcezza”: e nel caso della via in questione, suona come un invito a muoversi con cautela lungo le placche dagli appoggi piccoli, talvolta mimetizzati (così come gli spit!) nella roccia magmatica dai colori vari e vivaci.

La via affronta direttamente la parete compatta a destra dello spigolo Nord, cercandone i punti di debolezza. Se nella prima parte non è certo indimenticabile, nella seconda offre il meglio di sé, con un’arrampicata via via più esposta e di soddisfazione: l’ultima lunghezza, con una placca a buchi dal sapore dolomitico e l’uscita sul filo dello spigolo in stile arenaria macigno, è una delle più belle della Rocca.

Prima salita: E. Pinotti, F. Cappa, 1998

ROCCA DEL PRETE (1666 m) – TOLASODULSA

La parete vista dal Prato della Rocca: sull’estrema sinistra si nota lo spigolo nord, e nelle placche in ombra alla sua destra sale Tolasodulsa

INFO TECNICHE  
Data Uscita26 agosto 2018CompagniLuca Castellani, Alberto Piazza
SettoreRocca del Prete, Spigolo nord Itinerario - ViaTolasodulsa
EsposizioneOvestPeriodo consigliatoDa maggio a novembre. D'estate al pomeriggio può fare molto caldo.
Tempo3 hSviluppo115 m
Difficoltà6a max; 5c obbligatorioChiodaturaS2. Soste su spit con anelli di calata (nuove); spit lungo i tiri.
Tipologia arrampicataPlaccaRocciaOfiolite, ottima lungo la linea
Materiale12 rinvii, cordiniBibliografiaEugenio Pinotti, AEMILIA, Arrampicate su roccia e ghiaccio nella provincia di Piacenza
Giudizio100100100ConsigliataSì! Linea diretta e ottima roccia.

INDICAZIONI STRADALI

Raggiungere il Passo del Tomarlo. Parcheggiare circa 3 km sotto il passo (versante ligure), al secondo spiazzo sul lato a valle della strada – si può parcheggiare anche in quello prima, allungando di 5 minuti l’avvicinamento.

AVVICINAMENTO

Imboccare il sentiero CAI sul lato opposto del parcheggio, che dopo un primo tratto in salita conduce a un incrocio: ignorare il sentiero che scende dalla Rocca del Prete e tenere la sinistra su quello principale, un ampio tratturo pianeggiante. Raggiunta un’apertura nel bosco (il Passo della Lepre), compaiono le pareti. Ignorare i due successivi bivi a sinistra (per Allegrezze e Rocca d’Aveto) e mantenersi sul sentiero CAI che punta verso la parete salendo nel bosco.

Raggiunta un’altra apertura (il Prato della Rocca), da cui si vede bene la linea dello spigolo, si sale a destra – indicazioni per il canale Martincano – e superata una prima pietraia, si imbocca una traccia che sale nel bosco a destra segnata con bolli gialli, verso lo spigolo. Raggiunta la base della parete, superare l’attacco della via Giovanni Cordani, che punta al primo camino evidente, e continuare a costeggiare la parete in salita fino a un terrazzino con un grosso faggio, dove si trova l’attacco (in comune con la storica via Riccardo o Diretta).

 

 

Santo Stefano d’Aveto visto dalla Rocca del Prete

Quarto tiro, l’uscita con bella sequenza su tacche

RELAZIONE

1° tiro: salire il facile e umido diedro fino al secondo spit, dove la via Riccardo prosegue a destra. Affrontare un muretto delicato dunque salire un po’ a sinistra per erba verso una placca verdognola, che si affronta in leggero obliquo a destra con arrampicata tecnica fino alla sosta (25 m, 5c, p. 6a).

2° tiro: a sinistra della sosta sempre per placche delicate, poi dritti fin quando la parete si fa più appoggiata. Piegare a destra seguendo una vaga rampa su roccia un po’ disturbata dal muschio fino alla sosta (30 m, 5b).

3° tiro: salire verticalmente superando la cengia percorsa dalla via Riccardo; superare una breve placca delicata (vecchio spit) e il successivo strapiombino ben ammanigliato, e sostare sul terrazzino erboso soprastante (20 m, 5c).

4° tiro: vincere a sinistra lo strapiombino sopra la sosta, dunque proseguire in piena parete, ora ricca di ottimi buchi, superando muretti verticali alternati a piccoli strapiombi. Una vaga rampa più facile conduce in obliquo a sinistra a uno spiazzo, poco sotto allo spigolo: salire a destra per fessura e oltrepassare l’ultima placca più difficile grazie a due piccoli appigli, uscendo in massima esposizione sul filo dello spigolo, dove si sosta (30 m, 5c/6a).

Con un ultimo breve e facile tiro sul filo dello spigolo nord si raggiunge la comoda sommità della Rocca del Prete.

DISCESA

Si può tornare all’attacco con tre comode doppie. Se si vuole scendere a piedi (consigliabile) entrare nel bosco sopra la rupe, incontrando subito un ampio sentiero CAI; seguirlo a destra, costeggiando tra i faggi tutto il bordo superiore della Rocca del Prete.

Poco dopo il secondo canale (quello che forma la Cascata dell’Acquapendente) si incontra un bivio poco evidente: prendere il sentiero indicato dal cartello Provinciale, e scendere ripidamente prima per prati e crestina poi per bosco fino a incrociare il sentiero dell’andata. Tirando dritto si torna all’auto (0.45 h dall’uscita della via).

OSSERVAZIONI

Arrampicata prevalentemente di placca, meritevole per la linea diretta e la qualità della roccia. Abbiamo trovato le soste rinnovate di recente, con cordoni e anelli di calata nuovi; qualche spit un po’ vecchio qua e là, specialmente nel primo tiro. Si può considerare una via sportiva, anche se la roccia richiede talvolta attenzione, specie per il muschio. La spittatura non troppo ravvicinata richiede anche un minimo di intuito nel capire dove passa la via e una buona padronanza del grado obbligatorio.

Consigliabile abbinare Tolasodulsa con un’altra via della Rocca, o ancora meglio della vicina paretina sud ovest del Maggiorasca, che si raggiunge per sentiero in 20 minuti abbondanti dall’uscita.

Al Maggiorasca si scala sul tetto dell’Appennino Ligure, godendo di un ampio panorama, al sole fino al tramonto. La falesia, pochissimo frequentata per il lungo avvicinamento, presenta una ventina di vie di uno e due tiri, prevalentemente di placca fra il 5a e il 5c; ma non mancano tiri più difficili sui pilastri a destra. La via più facile (4c) è la fessura salita da Ottavio Bastrenta nel lontano 1957! La roccia è un’ofiolite più ruvida e monolitica rispetto a quella della Rocca, a parte qualche eccezione come l’ultimo tiro di Tolasodulsa.

Noi abbiamo salito la via Il mostro è bagnato (D. Chiesa, A. Nani, 2001), nel settore di sinistra, che attacca vicino a un grosso masso staccato appena sotto il sentiero. Il primo tiro è una breve placca tecnica (5c, 15 m), il secondo un diedro dal sapore montagnardo (40 m, 5a). Dalla vetta si torna in 5 minuti per sentiero all’attacco.

 

Rocca del Prete - Tolasodulsa

Primo tiro

Rocca del Prete - Tolasodulsa

Terzo tiro

Rocca del Prete - Tolasodulsa

Quasi in vetta al Maggiorasca

ALTRE ARRAMPICATE ALLA ROCCA DEL PRETE

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Salita8.6
Ambiente8.3
Arrampicata8.7
Roccia8.6
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Salita Consigliata