Sogno infranto: una classica facile del Muzzerone quasi dimenticata

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Le scogliere del Muzzerone, a ovest di Porto Venere, sono il principale sito di arrampicata del Levante ligure. Sogno infranto sale il Pilastro della Discordia, posto a sinistra e un po’ più in basso della Parete Striata, guardando dal mare. E’ una via divertente, in ambiente solitario a picco sul mare, fra le più abbordabili come grado al Muzzerone. L’avvicinamento è un po’ avventuroso e da cercare dà un sapore vagamente alpinistico alla salita, così come la chiodatura un po’ antica! Bellissimo l’ultimo tiro. La via è abbastanza breve, ma dall’uscita in pochi minuti si è all’attacco delle vie sulla parete Striata.

Prima salita: Sandro Trentarossi, Carlo Pecini, anni ’80

MUZZERONE, PILASTRO DELLA DISCORDIA – SOGNO INFRANTO

Lungo il bel quarto tiro: cosa ci fa un albero lì?

INFO TECNICHE  
Data Uscita26 novembre 2017CompagniLuca Castellani, Pietro Cattani
Settore Pilastro della discordiaItinerario - ViaSogno infranto
EsposizioneSOPeridio consigliatoMesi freddi. Evitare giornate ventose
Tempo3 h scarse (2 h la via, 30 minuti avvicinamento, 10 minuti rientro).Sviluppo120 m circa
Difficoltà Max 6a (singoli passi), spesso 5cChiodaturaMolto eterogenea (fittoni, chiodi, spit), in genere datata. Soste attrezzate
Tipologia arrampicata Placca e diedriRocciaCalcare in genere ottimo, attenzione solo all'inizio del primo tiro (su marmo).
MaterialeAttrezzatura da arrampicata (14 rinvii), cordoni per alcune soste.Bibliografia utilizzataDavide Battistella: Muzzerone e levante ligure. Arrampicate sportive
Giudizio100100100100Consigliata Sì! Da abbinare un'altra via sulla Parete striata

INDICAZIONI STRADALI

Attraversare La Spezia seguendo le indicazioni per Portovenere; raggiunto Le Grazie, svoltare a destra (indicazioni Palestra Rocciatori) e tenere la sinistra ai vari bivi, puntando a una grande cava in cima alla montagna. Gli ultimi due chilometri di strada sono piuttosto sconnessi. Parcheggiare all’ultimo tornante prima del forte, presso un tavolo da picnic.

AVVICINAMENTO

Imboccare il sentiero CAI 1a che si stacca proprio dal tornante. Lasciarsi a destra il bunker (antenne) e continuare a scendere fino a una vecchia cabina elettrica: subito dopo imboccare un sentierino (ometto) che scende a destra, raggiungendo i tetti di vecchie baracche. Scendere aiutandosi con una scala a pioli e dunque proseguire a sinistra lungo una ripida discesa con corde fisse.

Si raggiunge così la cima del Pilastro della Discordia, presso l’ultima sosta di Sogno Infranto. Continuare a scendere in direzione della parete Striata (corde fisse e cavo), superando gli attacchi delle prime vie e due corde fisse.

Presso l’attacco di Ossi di Seppia si nota una sosta di calata arancione: con una doppia di 20 metri si raggiunge il boschetto sottostante, e si segue una traccia a sinistra (faccia a mare) fino alla base del pilastro. Fonte: nuova guida del Muzzerone di Davide Battistella. Noi abbiamo seguito un accesso alternativo che però sconsigliamo, vedi OSSERVAZIONI.

Un po' di ravanaggio non guasta mai

Un po’ di ravanaggio non guasta mai

RELAZIONE

1° tiro: delle due linee, la classica è quella più a destra, attrezzata a fittoni. Salire dritti lungo la paretina di marmo a gradoni (IV+) – attenzione alla roccia non sempre buona – fino a un muro verticale con meravigliosa roccia a concrezioni (VI). Subito dopo si trova la sosta (35 m, 5b/5c, 10 fix circa).

2° tiro: spostarsi a sinistra (chiodo) poi dritti lungo una placca a lame. Superato uno strapiombino, proseguire seguendo il successivo diedro verticale. Uscirne a sinistra con bel passaggio e sostare (30 m, 5c, 4/5 chiodi, 3/4 fix).

3° tiro: dritto sopra la sosta poi a destra lungo uno spigolo compatto. Poi più facilmente fino alla sosta ai piedi di una fascia strapiombante. Si tratta probabilmente di una variante, visti i fix nuovi: la via originale saliva a sinistra su terreno più discontinuo, visibile un primo vecchio chiodo (15 m, 5c, 2 fix, 2 piastrine).

4° tiro: puntare al passaggio più facile al centro degli strapiombi, salendo una meravigliosa placca appoggiata con piccole tacche. Superare lo strapiombino, atletico ma ben ammanigliato dunque traversare a destra verso un pino, sfruttando una lunga e perfetta lama orizzontale. Di nuovo dritti in piena placca con passaggio tecnico, uscire in bella esposizione a destra e sostare comodamente nel boschetto in cima al pilastro (30 m, 5c/6a, 10 spit).

DISCESA

L’ultima sosta è sul sentiero. Risalire il percorso dell’andata fino all’auto.

OSSERVAZIONI

Siamo saliti in una giornata dal meteo un po’ incerto, ma il Muzzerone non ha deluso le aspettative! Appena girato l’angolo della parete il piumino è finito nello zaino e c’è rimasto… La via ci è piaciuta, soprattutto l’ultimo tiro, ma in genere si ha sempre la sensazione di scalare a picco sul mare… o quasi! Stranamente avevamo una cordata davanti, ma ci è rimasto comunque tempo per salire un’altra via (Sincronicità).

In fase di avvicinamento abbiamo fatto un po’ di confusione (prima volta per noi alla parete Striata): poco sotto l’attacco della via Rubber Soul abbiamo trovato una sosta di calata, a dire il vero piuttosto marcia, e con una calata da 25  metri (sarebbe stato meglio farla da 30 almeno) siamo arrivati in un boschetto pensile, con vecchi cavi di ferrata. Qui non abbiamo trovato la traccia e ci ha ingannati una corda fissa che porta agli attacchi dei monotiri del settore Privé: al suo termine (spit con maglia rapida già in loco) abbiamo attrezzato un’altra breve calata, trovando finalmente la traccia.

Sulle pareti del Muzzerone abbiamo salito anche:

 

La brutta sosta di calata: ignoratela!!!

La brutta sosta di calata: ignoratela!!!

Primo tiro

Primo tiro

Secondo tiro

Secondo tiro

Guardando verso la riviera di Ponente e le Alpi Marittime

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Salita9
Ambiente9.5
Arrampicata9
Roccia9
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Salita Consigliata