La Bellezza della Venere: la via più facile delle Coste dell’Anglone

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Coste dell'Anglone - La bellezza della Venere

La via “La bellezza della Venere” sale quella porzione rocciosa posta tra Cima alle Coste e le Coste dell’Anglone a fianco della via Mercurio Serpeggiante. La via è la più facile del settore e conta tantissime ripetizioni (forse troppe) e oggi la roccia si presenta a tratti un poco levigata nonostante la prima salita sia solo di 8 anni fa. La linea è ricercata prima lungo una serie di facili placche appoggiate, poi dopo il terzo tiro sale con arrampicata piacevole tra diedri e traversi. Lo stile è il classico delle vie di Heinz Grill, soste a spit e tanti cordoni nelle clessidre oltre che a qualche chiodo: un misto tra alpinismo e plaisir che piace molto.

Prima salita: Heinz Grill e Sigrid Königseder il 1 marzo 2008

COSTE DELL’ANGLONE (460 m) – LA BELLEZZA DELLA VENERE

Coste dell'Anglone - La bellezza della Venere

Il tratto di parete dove sale la via “La bellezza della Venere”

INFO TECNICHE  
Data Uscita22 ottobre 2016CompagniFederico Rossetti, Alberto Piazza
Settore Coste dell'Anglone - Piramide LacsmiItinerario - ViaLa Bellezza della Venere
EsposizioneNOPeridio consigliatoTutto l'anno (evitare i mesi più caldi e freddi)
Tempo3 h la via + 1 h tra avvicinamento e discesaSviluppo330 m circa
Difficoltà AD+ (V-)ChiodaturaSoste a spit, chiodi e cordoni sulla via
Tipologia arrampicata Varia principalmente placche e diedriRocciaCalcare buono/ottimo
MaterialeAttrezzatura da arrampicata (8/10 rinvii), eventualmente qualche friendBibliografia utilizzataRelazione sul web
Giudizio100100100Consigliata Si!

INDICAZIONI STRADALI

Dalla SS Gardesana Occidentale, superato Arco, entrare in Dro e oltrepassare il ponte sul fiume Sarca; proseguire un paio di chilometri fino al bivio per località Oltra, dove una stradina sale a un campo sportivo (parcheggio abbastanza ampio ma riservato alle domeniche per le partite di calcio).

AVVICINAMENTO

Dal parcheggio seguire un’ampia strada ghiaiata e al vicino bivio girare a destra verso Sarche. Seguire per 10 minuti la sterrata fra gli ulivi fino ad un evidente ghiaione (divieto d’accesso); seguire le tracce con ometti che brevemente conducono alla base della parete, costeggiarla verso destra e raggiungere l’attacco della via, scritta alla base.

RELAZIONE

1° tiro: salire per rocce appoggiate senza difficoltà (I) fino alla sosta su terrazzino su due spit, uno con anello di calata (55 m – 1 chiodo, un cordone in clessidra).

2/3° tiro: salire sopra la sosta per paretine (II) un poco più verticali, dopo una sosta intermedia (spit e cordino in clessidra) superare un tratto più compatto con qualche passo delicato (III+), poi più facile fino alla sosta su terrazzino su due spit, uno con anello di calata (70 m – 4 cordoni in clessidre, 1 chiodo una sosta intermedia). E’ consigliabile spezzare il tiro in due.

4° tiro: salire sopra la sosta per placche appoggiate (III), poi per spigolo arrotondato con arrampicata di aderenza (IV-) fino ad entrare nel diedro che si sale con arrampicata abbastanza sostenuta (IV). Al suo termine spostarsi a destra con passo delicato per entrare in un secondo diedro dove si sosta su due spit, uno con anello di calata (40 m – 6 cordoni in clessidre, 2 chiodi).

5° tiro: salire a destra della sosta utilizzando una bella fessura verticale ben presata, poi raggiungere una buona presa con movimento un poco lungo (IV+), poi più facile fino a uscire su cengetta. Seguirla verso destra (0/I), quindi salire per placche presate (IV) a un terrazzino. Scalare la fessura diedro, passo iniziale più difficile, un po’ unto (V-). Su terreno via via più facile si esce su terrazzino dove si sosta su uno spit con anello (45 m  molto attrito!).

6° tiro: tiro di collegamento. Salire facilmente sopra la sosta (I), poi per sentiero a sinistra fino alla sosta su due spit, uno con anello di calata (20 m – 1 cordone).

7° tiro: salire il diedro verso sinistra con arrampicata faticosa (IV+), un poco liscio, ed uscire su terrazzino. Traversare a destra (freccia), un po’ esposto (IV-), ed uscire. Traversando a sinistra si raggiungere la sosta su due spit, uno con anello di calata (30 m – 2 cordoni in clessidre, un chiodo).

8° tiro: traversare a sinistra per cengia (I) per salire, poi un diedro con roccia giallastra sotto strapiombi (II), quindi traversare a sinistra, un poco delicato (III/III+) e sostare sulla pianta (35 m – 2 cordoni, 1 chiodi).

9° tiro: salire sopra la sosta e superare un passaggio strapiombante verso destra (IV+), poi più facile. Traversare quindi a destra in esposizione senza difficoltà, poi superare un passo più difficile (III) e uscire sulla sommità dove si sosta nei pressi del libro di via (50 m – 4 chiodi).

DISCESA

Seguire sulla sinistra una buona traccia in traverso (ometti e frecce blu), fino a intercettare il sentiero SAT 425 dell’Anglone che, con panoramiche scalinate (attenzione, roccia unta e scivolosa!) a tratti attrezzate con cavo, conduce ripidamente alla base della parete, presso una bella edicoletta di Sant’Antonio fra gli ulivi. Pochi passi a sinistra e si ritorna al bivio presso il campo sportivo di Oltra.

OSSERVAZIONI

Via consigliata a chi vuole muovere i primi passi sulle vie ‘alpinistiche’. La chiodatura infatti, seppur più che buona, è interamente a chiodi normali e a cordoni su clessidre e l’arrampicata mai difficile non supera il quinto grado. La via va in ombra al pomeriggio (prima nelle mezze stagioni ed in inverno).

Esiste una variante più difficile degli ultimi due tiri che sale lo spigolo finale, all’apparenza molto bello (V+ e VI- non verificata).

 

 

Coste dell'Anglone - La bellezza della Venere

4° tiro

Coste dell'Anglone - La bellezza della Venere

5° tiro

Coste dell'Anglone - La bellezza della Venere

8° tiro

9° tiro

9° tiro

 

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Roccia8.5
Ambiente7.5
Arrampicata8
Salita8
Avvicinamento9.5
8.3

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Salita Consigliata