Via Esculapio: alla scoperta della Parete di Padaro

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La parete di Padaro si trova a nord ovest di Arco, in una posizione soleggiata con bella vista sul Lago di Garda e il Monte Altissimo di Nago. Nonostante sia interrotta da un paio di cenge boscose, la parete è verticale e spesso strapiombante, e rispetto ad altre zone della Valle del Sarca le vie risultano più continue e sostenute. Esculapio, insieme alla Via della Rampa, è la salita più abbordabile e ripetuta: sale sull’estrema sinistra del settore, e offre un’arrampicata divertente e molto varia, su roccia generalmente ottima. La via è ben protetta con qualche spit nei passi chiave e alle soste, oltre alle numerose clessidre con cordino tipiche delle vie di Grill; ci sono però alcuni passaggi in fessura dove è necessario integrare. La parete si apprezza anche per l’ambiente, meno rumoroso e più panoramico rispetto ai settori più vicini al fondovalle.

Prima salita: Heinz Grill, F. Heiss, P. Masera, D. Cabas, 22 – 10 – 2007

PARETE DI PADARO – VIA ESCULAPIO

La Parete di Padaro: l’attacco si trova ai piedi del camino indicato

INFO TECNICHE  
Data Uscita11 novembre 2017CompagniLuca Castellani, Alberto Piazza
Settore Parete di Padaro Itinerario - ViaVia Esculapio
EsposizioneSEPeridio consigliatoTutto l'anno (evitare i mesi più caldi).
Tempo4 h la via, 10 minuti avvicinamento, 1 ora discesa (con le doppie)Sviluppo230 m
Difficoltà TD- max (VI), spesso V e V+ChiodaturaSoste a fix con anello, clessidre con cordoni, qualche spit in via
Tipologia arrampicata Varia: camini, diedri, placcaRocciaCalcare molto buono
MaterialeAttrezzatura da arrampicata (12 rinvii), friend medio piccoliBibliografia utilizzataRelazione sul web
Giudizio100100100100Consigliata Sì, via varia e divertente.

INDICAZIONI STRADALI

La soluzione migliore è inserire Padaro, TN nel navigatore! Fra Arco e Riva, portarsi su via Le Grazie; appena prima di entrare in Arco, una piccola strada sale a destra (indicazione Maso le 4 stagioni). Superare lo stretto borgo di Varignano e continuare a salire fino a Padaro; oltrepassare anche questa frazione e parcheggiare nei pressi di un tornante ai piedi della parete. Se si prevede di scendere a piedi (consigliato in caso di affollamento) valutare di parcheggiare in paese, anche perché gli spiazzi lungo la strada non sono molti.

AVVICINAMENTO

Dal tornante ai piedi della parete inizia un sentiero (bolli rossi) che attraversa un ghiaione per poi entrare nel bosco. E’ evidente sulla sinistra della parete il camino del secondo tiro. Tenere la sinistra a un primo bivio e costeggiare brevemente la parete fino a una nuova ripida traccia che raggiunge le rocce. L’attacco è ai piedi di un evidente fessura. Nome alla base (10 minuti scarsi).

 

Attacco

4° tiro

4° tiro

La fessura da proteggere del quinto tiro

La fessura da proteggere del quinto tiro

RELAZIONE

1° tiro: salire il diedro fessurato, da integrare. Superato uno strapiombino (V+, cordone con clessidra) salire più facilmente a sinistra fino alla sosta ai piedi di un camino (20 m, V, V+, 2 cordoni in clessidra).

2° tiro: affrontare il bellissimo camino (V/V+), inizialmente molto profondo e largo, poi via via più stretto. Superata una strozzatura in spaccata, il camino diventa di nuovo largo, e ci si porta prima alla sua sinistra (varie clessidre) poi a destra (2 spit), raggiungendo con un breve traverso la sosta su uno stretto terrazzino (35 m, V, V+, 2 spit, 2 chiodi, 4 cordoni in clessidra).

3° tiro: salire leggermente a destra della sosta (spit), per una sequenza di fessure verticali. Dopo uno strapiombino (V+, cordone in clessidra), le difficoltà si attenuano un poco, e per placchette e risalti verso sinistra si sosta in una nicchia con sopra strapiombi di roccia più chiara (25 m, V+, V, 1 spit, 4 cordoni in clessidra).

4° tiro: a sinistra seguendo l’ottima lama, via via più verticale (V/V+, da integrare). Quando il diedro diventa strapiombante, uscire a destra (VI-, spit), e proseguire sullo spigolo (V+). Raggiunta la base di una parete repulsiva, traversare a sinistra con passaggio esposto (VI, due spit, in parte azzerabile), e salire sul comodo pulpito dove si trova la sosta (30 m, V+, VI, 3 spit, 1 chiodo, 3 clessidre con cordone).

5° tiro: bellissima dülfer sulla fessura a destra, da proteggere (V+); dunque più facilmente per risalti (IV+) fino a una cengetta boscosa su cui si trova la sosta (15 m, V+, IV+).

6° tiro: superare il canalino sopra la sosta e traversare a destra (V) sulla grande placca a buchi. Piegare poi di nuovo a sinistra, cercando la via più facile al centro della placca, ben ammanigliata ma con difficoltà continue (V, molte clessidre con cordone). La sosta – due clessidre con buoni cordoni – si trova su una piccola cengia vicino agli alberi, prestare attenzione a non smuovere sassi nell’ultima parte del tiro (45 m, V, 10/12 cordoni in clessidra).

7° tiro: dritto per l’ultima parte della placca, con bellissimo calcare bucherellato. Superare uno strapiombino (V) e fare sosta su spit su una grande cengia boscosa, ai piedi di una parete strapiombante (20 m, IV+, V, 2 clessidre con cordone).

8° tiro: traversare a destra lungo la cengia camminabile fino a un’altra sosta a spit. La lunghezza si può concatenare con la precedente (I, 15 m, 1 clessidra con cordone).

9° tiro: salire a sinistra (cordone) compiendo un traverso esposto ma ben ammanigliato sotto lo strapiombo, che si supera riportandosi a destra nel punto più facile (V+, spit). Da qui in poi la qualità della roccia peggiora un po’. Proseguire a destra per un facile canale/camino dal fondo terroso fino a una piazzola con piantina (possibile sosta intermedia). Aiutandosi con il tronco, si supera un muro liscio (V, chiodo), dunque uno strapiombo difficilmente proteggibile con roccia polverosa. Altri brevi risalti verso destra (spit) conducono al termine delle difficoltà. Sostare su una pianta (50 m, V+, V, IV, 3 spit, 1 chiodo, 2 cordoni in clessidra).

DISCESA

Salire qualche metro nel bosco fino a incrociare una traccia che si segue a destra (ometti). Dopo un tratto orizzontale, si incontra a destra il terrazzino con la prima calata attrezzata (20 m, libro di via), che deposita all’inizio di una cengia boscosa che taglia a metà la parete. Seguirla a destra, dunque scendere con qualche passo di arrampicata fino a un altro terrazzino.

Con una seconda calata da 35 metri in leggero obliquo a destra si scende a una pianta (attenzione, massi instabili!). Da qui un’ultima vertiginosa doppia da 50 metri permette di raggiungere con un breve pendolo finale un avancorpo staccato dalla parete: attenzione a non calarsi più in basso nel caminone e a non mollare le corde durante il recupero! Dalla cima dell’avancorpo – esposto alla caduta di sassi dall’alto – si disarrampica brevemente a sinistra, faccia a valle (II) fino al bosco, dove una facile traccia verso destra riconduce al ghiaione dell’attacco.

OSSERVAZIONI

Come linea e tipo di arrampicata, la via ci è sembrata molto simile a Calliope, alla Parete di San Paolo, aperta dallo stesso Grill e soci pochi giorni prima di Esculapio; quest’ultima è comunque più lunga e meno spittata, e richiede dunque un impegno un po’ superiore.

In caso di affollamento, la discesa in doppia è sconsigliabile, in quanto esposta alla caduta di pietre (verificato!). Per scendere a piedi  dal termine della via si sale in obliquo a sinistra per tracce, fino a incontrare una strada carrozzabile. Ai bivi tenere sempre la sinistra (sentiero CAI) fino ad arrivare a valle del paese di Padaro. Risalendo la strada asfaltata si torna all’auto (almeno 1 ora). Non verificato!

La prima sosta sotto il bel camino del secondo tiro

 

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Roccia9
Ambiente8
Arrampicata9
Salita8.5
Avvicinamento9.5
8.8
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Salita Consigliata