Sentiero Massimiliano Torti: un tracciolino a picco sul Lago di Garda

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Difficile definire il sentiero Massimiliano Torti: un escursione molto difficile, una ferrata strana, un percorso alpinistico o una via di roccia orizzontale. Probabilmente un po’ di tutto, ma quello che è certo e indiscutibile è la bellezza di questo itinerario sospeso tra le acque blu intense del Lago di Garda e le verticali pareti di calcare del Ponale. Il percorso nasce su una traccia pilota lunga circa 2 km realizzata a suon di picconate e poi abbandonata agli inizi del secolo scorso per collegare Riva del Garda a Limone in continuazione della Strada del Ponale. L’itinerario chiamato anche Sentiero dei Contrabbandieri è stato negli ultimi anni sistemato, valorizzato e dedicato all’alpinista veronese Massimiliano Torti scomparso nel Gruppo del Monte Bianco, diventando un interessante percorso alpinistico con scorci suggestivi sul Lago di Garda e dintorni. Tecnicamente le difficoltà sono contenute (banali per l’alpinista/arrampicatore, molto impegnative per l’escursionista/ferratista) e limitate a un paio di passaggi dove è necessaria una certa forza nell’aggrapparsi al cavo metallico. Indispensabile invece è un passo fermo nei lunghi tratti esposti e una minima dimestichezza con le elementari manovre di corda e progressione in conserva. Sulla lunga cengia a picco sul lago sono presenti tantissimi spit, vecchi chiodi in ferro per l’assicurazione e, nei tratti più impegnativi, il cavo metallico.

SENTIERO ALPINISTICO MASSIMILIANO TORTI

Sentiero Massimiliano Torti

La prima parte della cengia del Sentiero Massimiliano Torti

INFO TECNICHE  
Data Uscita18 marzo 2017CompagniFederico Rossetti, Eleonora Aliani
Gruppo montuosoPrealpi BrescianeItinerarioSentiero Alpinistico Massimiliano Torti
EsposizioneEstPeriodo consigliatoTutto l'anno (evitare i mesi più caldi e freddi)
Tempo4/6 h (2/4 h il solo sentiero)Dislivellocirca 250 m
DifficoltàF (EEA++)ChiodaturaMolti spit, tratti attrezzati con cavo metallico
MaterialeUna corda da 30 m, 6/7 rinviiBibliografiaRelazioni sul web
Giudizio100100100100ConsigliataSi, piacevole e scenografico!

INDICAZIONI STRADALI

Raggiungere Salò sul Lago di Garda, quindi percorrere la statale gardesana occidentale. Superato Limone sul Garda si prosegue fino a quando iniziano le gallerie. Dopo la galleria dei Titani, lasciare la macchina in una piazzola sulla sinistra, posto per 2/3 auto (QUI, 7 km da Limone). Il medesimo punto è raggiungibile provenendo da Riva del Garda, la piazzola è sulla destra dopo la Galleria Gorgoni.

AVVICINAMENTO

Dalla piazzola seguire la strada verso Nord, proseguire nella galleria dove c’è l’entrata del Ristorante Ponale/Casa delle Trota  e all’uscita imboccare il sentiero subito a sinistra (vecchia bacheca in legno). Salire alcuni gradini tra i resti di vecchie condotte e dopo una quindicina di minuti di ripida salita al bivio tenere a sinistra incontrando poco dopo una stretta strada asfaltata percorsa dai ciclisti. Seguirla a sinistra fino a quando questa compie un evidente tornante; qui imboccare la traccia a sinistra (indicazioni tracciolino) che scende tra la vegetazione. Raggiungere una crestina con le reti paramassi e proseguire sempre in discesa con bella vista sulla Parete del Ponale. Quando la traccia sembra terminare sul bordo della cresta fare attenzione a seguire il sentiero che compie due tornanti tra la bassa vegetazione e raggiunge in breve l’attacco sotto le reti paramassi, targa (0.40 h). È possibile raggiungere l’attacco anche partendo dal paese di Pregasina.

RELAZIONE

La prima parte non è difficile ma è particolarmente esposta, il vuoto è notevole e le reti paramassi ne accentuano l’effetto. Seguire la cengia (cavo nella prima parte) in leggera discesa fino al termine delle reti. Procedere poi su un tratto abbastanza esposto dove conviene procedere in conserva. La cengia compie poi un ansa e si prosegue agevolmente su sentiero più comodo ma che torna ben presto stretto ed esposto. Si incontra qui il primo passaggio difficile: uno stretto intaglio da superare in spaccata con l’aiuto del cavo (consigliabile una longe per sorreggersi oltre il set da ferrata, video sotto). Continuare poi per la cengia più larga fino a un tratto molto esposto (qualche metro con il cavo, poi numerosi spit) e seguire lo stretto e scenografico sentiero a picco sul lago (1/2 tiri o conserva). Il sentiero torna poi più comodo e meno esposto fino a quando è interrotto da un salto verticale. Scendere aiutandosi con la scaletta metallica molto ballerina (possibile doppia, o consigliabile assicurare in discesa il ‘secondo di cordata’). Proseguire poi su sentiero comodissimo dove si ci può riposare tra la rada vegetazione. La cengia torna presto però nuovamente stretta ed esposta (conserva o 1/2 tiri) fino a un comodo pulpito dove si può osservare nella parete di fronte il tratto successivo: il più impegnativo dell’intero percorso. Seguire la traccia che compie un’ampia ansa e raggiungere l’inizio del cavo metallico. Seguirlo superando un primo tratto abbastanza difficile fino a una stretta cengetta di pochi metri che precede un tratto difficile e faticoso che si supera con l’aiuto del cavo fino a poggiare nuovamente i piedi sulla comoda cengia (il set da ferrata integrabile con una longe per aiutarsi nel traverso è sufficiente ma è anche possibile assicurare un secondo, numerosi spit). Seguire poi la cengia intagliata nella roccia doppiando lo spigolo fino al termine delle difficoltà (2/4 h).

DISCESA

Continuare su sentiero sempre a mezzacosta o in leggera discesa fino a un bivio. Scendere a sinistra, ignorando il sentiero che sale a destra verso Pregasina (indicazioni), per ripida e scivolosa traccia tra le reti paramassi fino ad incontrare l’asfalto e le costruzioni dell’Hotel Pier. Raggiungere la strada principale, imboccarla a sinistra e seguirla per poco meno di due chilometri fino alla piazzola (lunga galleria) facendo attenzione al traffico… (0.45/1 h dal termine delle difficoltà).

OSSERVAZIONI

Itinerario bello e meritevole, ma da affrontare con la consapevolezza che non è una ferrata ma un vero e proprio percorso alpinistico. Alpinisticamente parlando le difficoltà sono elementari ma i tre tratti ‘impegnativi’ seppur brevi rientrano comunque nel grado da ferrata ‘molto difficile’.  A parte questi tratti dove è necessaria un po’ di forza nelle braccia il resto è una semplice camminata esposta o molto esposta.

Tutto il sentiero è ottimamente attrezzato a spit e può essere percorso sempre in conserva o a tiri nei tratti più esposti ed impegnativi. Il tempo di percorrenza è molto variabile a seconda della modalità e della dimestichezza con la corda e manovre.

Nella piazzola della partenza ci stanno dalle 2 alle 3 macchine, da Pregasina il rientro è più lungo e tutto in salita ma permette di evitare di camminare nelle gallerie con le macchine che ti sfrecciano a pochi centimetri.

METEO INCONTRATO (18 marzo 2017)

Giornata primaverile ma nuvolosa con parecchia foschia e nebbia sul lago che hanno rovinato un po’ il nostro panorama e le fotografie.

 

Sentiero Massimiliano Torti

La targa alla partenza

Sentiero Massimiliano Torti

Il primo tratto

Sentiero Massimiliano Torti

La cengia

Sentiero Massimiliano Torti

La scaletta

Sentiero Massimiliano Torti

L’ultimo tratto difficile

Sentiero Massimiliano Torti

Lungo la cengia

Sentiero Massimiliano Torti

Il tratto più impegnativo del sentiero

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Itinerario9
Ambiente9.5
Arrampicata7.5
8.7
Giudizio dei lettori: (2 Voti)
8.6

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