Rifugio Allievi – Bonacossa: il paradiso di Granito della Val di Zocca

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Le montagne con “il granito più bello del mondo”: parola di Walter Bonatti, uno che di granito – e anche di mondo – se ne intendeva. Del resto qualsiasi alpinista resterebbe sbalordito sotto i giganti di roccia che circondano il rifugio Allievi Bonacossa; e vorrebbe subito sapere come si chiamano e come si scalano montagne del genere, con pareti repulsive e spigoli affilati che tagliano il cielo. Nel calore del rifugio, sfogliando le relazioni, incontrerebbe grandi nomi del passato: non solo Bonatti, ma Giusto Gervasutti, Vitale Bramani, Mario Dall’Oro “Boga”.

Potrebbe rimanere al rifugio una settimana e scalare ogni giorno una montagna diversa, per una via classica o moderna, fino a non avere più pelle sulle mani. Tornato in val di Mello, con anche le gambe fracassate dalla lunga discesa, si sorprenderà di vedere circondati da materassi e arrampicatori fortissimi i massi che da lassù erano soltanto puntini grigi in mezzo ai prati; alzando lo sguardo, vedrà incombere sulla valle i precipizi, gli scogli, i martelli da cui quei blocchi crollarono: anche loro, tutto sommato, visti dall’alto non facevano così paura. Soltanto il Disgrazia, adagiato in fondo alla valle, gli sembrerà un’altra montagna rispetto a quella piramide imponente di rosso e bianco che sbucava oltre le creste scure della val di Zocca.

10 itinerari al Rifugio Allievi Bonacossa

il rifugio Allievi Bonacossa

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Posto a 2388 metri di quota sul bordo del circolo superiore della Val di Zocca con vista privilegiata sulle slanciate vette granitiche che lo circondano senza interruzione dal lato settentrionale: dalla cima di Zocca al Picco Luigi Amedeo, passando per Punta Allievi, Cima Castello, Punta Rasica e il Pizzo Torrone Occidentale, solo per citare le più conosciute.

Il Rifugio Allievi Bonacossa, come lo conosciamo oggi, è solo l’ultima delle tante trasformazioni che la capanna in pietra ha subito a partire dagli anni ’50 quando fu donato da Francesco Allievi alla sezione del CAI di Milano. La struttura più grande è il ‘Bonacossa‘ costruita nell’89, mentre quella vicina e più piccola è quanto resta del vecchio rifugio Allievi, oggi piuttosto fatiscente ma che personalmente regala il piacevole sapore dolce amaro di un luogo lontano sospeso nei meandri del tempo.

ACCESSO AL RIFUGIO

La salita al rifugio è una bella (e faticosa) escursione che si può effettuare in giornata dalla Val di Mello, priva di difficoltà.

Come la puntuale segnaletica ci ricorda il tempo della salita dipende se si decide di correre o di godersela con calma. Noi consigliamo vivamente la seconda opzione, come pure il pulmino che permette di evitare il primo tratto, bruttino, e di risparmiare qualcosa.

Accesso-rifugio-Allievi

 

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IN AUTO, INDICAZIONI STRADALI

Dalla statale della Valtellina, superato Morbegno, si risale la Val Masino fino al paese di San Martino. La strada che risale la Val di Mello è chiusa in estate, quindi occorre parcheggiare in paese. Presso il campo sportivo ci sono alcuni posti auto liberi, altrimenti occorre pagare 5 euro al giorno. Dal parcheggio principale parte ogni mezz’ora un pulmino che permette di risparmiare i 30 minuti di avvicinamento (costo 2 euro, ultima partenza alle 18).

A PIEDI (E, +1300)

Da San Martino si sale verso la val di Mello con la strada asfaltata o un sentiero che inizia proprio nei pressi del campo sportivo, vicino al fiume. Restando sulla carrozzabile di fondovalle, si supera la Locanda del Gatto Rosso e la località Cascina Piana (coi rifugi Mello e Luna Nascente) e si raggiunge il bivio per il rifugio Allievi (1 ora circa da San Martino, 30 minuti da dove si ferma il bus).

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Risalire il ripido sentiero della Val di Zocca, tutto nel bosco; superato un ponte e una casera, il bosco inizia a diradarsi e per panoramici pascoli in quota si raggiunge la Croce Parravicini; poco oltre si entra in un affascinante conca glaciale, proprio ai piedi del rifugio, che si raggiunge con un ultimo strappo (4 ore da San Martino).

 

 


e il rifugista

Antonello Fiorelli

Se siete in val di Mello o dintorni, vi sarà facile imbattervi in un Fiorelli: che sia “il” Siro del rifugio Luna Nascente o l’Antonello dell’Allievi Bonacossa. Famiglia di San Martino, montanari dal fisico asciutto e i capelli scuri che sfidano l’età, lo sguardo avvolgente come la loro stretta di mano. Abituati ad arrangiarsi da soli, non amano essere comandati, e di conseguenza servire: resterete delusi ad aspettarvi convenevoli al vostro arrivo in rifugio; ma se non siete lì giusto per una toccata di granito e fuga, e vi mostrerete aperti all’ascolto, vi racconteranno volentieri di loro e delle montagne su cui sono cresciuti.

Antonello lavora da quando è ragazzo all’Allievi, che prima di lui era gestito dal padre. Si è rimboccato le maniche dopo la disastrosa frana-valanga del 2000, ha abbellito e rinnovato il rifugio facendo installare la turbina (di cui va molto orgoglioso!) che lo rende autosufficiente in riscaldamento ed elettricità. Nei mesi di chiusura si dedica all’addestramento dei suoi cani al recupero degli animali feriti: ha partecipato a gare di questa curiosa disciplina anche all’estero, risultando fra i migliori.

Come ogni rifugista che si rispetti, Antonello sa fare un po’ di tutto, e ha molteplici interessi sempre legati in qualche modo alla montagna: caccia, allevamento e produzione di formaggi, guida degli elicotteri. Questa passione l’ha trasmessa anche al figlio Alessandro di 10 anni: quando lo staff della Mammut scelse come base l’Allievi per le spettacolari riprese pubblicitarie sull’Ago del Torrone, il bambino era sparito… dopo un po’ di spavento, lo hanno ritrovato dentro l’elicottero, con tanto di chiave inserita, e farlo scendere non fu facile! Da lì nacque una bella amicizia con il pilota, che spesso torna al rifugio a trovare Alessandro e gli ha pure regalato un modellino di elicottero, ora in bella vista sopra il bancone!

Il famoso trofeo Kima trova ogni anno nel rifugio Allievi Bonacossa un punto d’appoggio fondamentale; e lo stesso Antonello ha un passato da corridore di montagna. La mattina, finito di servire le colazioni, spesso raggiungeva di corsa il rifugio Giannetti e rientrava in rifugio in tempo per preparare il pranzo! L’arrampicata è la grande assente fra le sue passioni:

E’ come con una donna: se non ti piace davvero, non riuscirai mai a impegnarti a fondo con lei.

Parola del Fiorelli.

 

le cime della Val di Zocca

Rifugio Allievi Bonaccossa

Cima-di-Zocca

MONTE DI ZOCCA (3175 m)

Sospesa tra il Masino e l’Albigna è una delle cime più belle del gruppo. Grandi alpinisti hanno firmato alcune prime sulle sue pareti; da Walter Bonatti, all’immancabile conte Bonaccossa, a Mario dell’Oro che nell’ottobre del 1937 con i compagni Cazzanica e Tizzoni salirono lo spigolo SE del Torrione Est, conosciuto come lo Spigolo Parravicini. 

Punta-Allievi

PUNTA ALLIEVI (3123 m)

Una delle arrampicate più note della Val di Zocca. Classicissimo lo Spigolo Sud che porta la firma eccellente di Giusto Gervasutti. Difficile e ambita la Via Erba-Fumagalli alla Parete Est. 

Cima-di-Castello

CIMA DI CASTELLO (3386 m)

La vetta più alta del Gruppo del Masino, e seconda solo al Disgrazia tra le cime della regione. Vetta molto panoramica con una facile normale dal Rifugio Allievi, particolarmente varia e piacevole tra roccia e ghiaccio. 

Punta-Rasica

PUNTA RASICA (3305 m)

Montagna possente. Celebre la cuspide sommitale con un passaggio atletico, un buon IV! La cresta SO è una delle cavalcate più lunghe delle Alpi Centrali, a torto poco frequentata.  

Pizzo-Torrone

PIZZO TORRONE OCCIDENTALE (3349 m)

Tre sono le vette sorelle dei ‘Pizzi Torroni’. Montagne splendide, complesse e severe. Quello visibile dalla Val di Zocca è l’Occidentale, il più elevato. Arrivare un cima è un vero viaggio, arrampicare sui suoi avancorpi di splendido granito qualcosa di più umano e consigliabile.  

 

LE NOSTRE PROPOSTE AL RIFUGIO ALLIEVI

 

Siti e info utili:

Libri e guide:

 

Il Rifugio Allievi-Bonacossa rientra  nella rassegna #Rifugidariscoprire 2017.

 

 

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